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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Taxi, scatta la rivolta anti-abusivi

19 Marzo 2009 Commenti chiusi

Protesta davanti allo scalo. Sindacati e Enac: incontro con il prefetto

«Pronti ad abbandonare Linate». Spostato il parcheggio delle auto bianche. «Allontanare gli irregolari»

 

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Più nessuna deroga per i tassametri non omologati

9 Febbraio 2009 Commenti chiusi


Silvia Cravotta
Pagina 11

(4 febbraio 2009) – D-News

  Poco più di tre settimane per rimuovere i tassametri non omologati da ottocento taxi milanesi. Le operazioni di smantellamento degli apparecchi Digitax "F2" inizieranno, secondo quanto comunicato dal Servizio Autopubbliche del Comune, sabato 21 febbraio e termineranno martedì 17 marzo.  La rimozione fa seguito alla decisione, resa nota circa un anno fa, di revocare l’autorizzazione Dnews__4febbraio2009concessa nel 2007 alla installazione di questo tipo di tassametro sui taxi con licenza comunale. Gli apparecchi in questione, si legge sul documento, «permettono un’agevole manomissione della programmazione delle tariffe, con conseguente inaffidabilità per l’utenza» e non possiedono «le caratteristiche tecniche per l’omologazione». Dunque, i tassametri irregolari saranno eliminati e sostituiti con altri modelli in commercio, purché «assistiti da valida omologazione». Già sul piede di guerra la categoria. «Se ci sarà un processo contro i responsabili proveremo a costituirci parte civile – annuncia Raffaella Piccinni, del Sitp – e chiederemo che venga risarcito il danno a ogni singolo tassista» continua «ma soprattutto occorre elimina il pagamento obbligatorio di un canone a queste aziende, il cui pagamento è verificato, di fatto, dal Comune».

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e ancora rimborso benzina…..

6 Febbraio 2009 Commenti chiusi

Roma, 5 febbraio 2009
Le scriventi sigle sindacali informano la categoria dei tassisti che da quest’anno inizieranno a farsi sentire gli effetti negativi del Decreto Legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito in Legge 29 novembre 2007, n.222 che, secondo quanto previsto dalla Ue, ha fissato le modalità di riduzione delle accise gravanti sul prezzo della benzina e del gasolio.
Questo per noi, significa vederci pressoché dimezzato il credito d’imposta.
La nostra categoria, già particolarmente colpita dai passati provvedimenti di Governo, vedendosi mancare quasi il 50% dello sgravio fiscale sui carburanti rispetto agli anni precedenti, potrebbe subire effetti devastanti.
Con queste condizioni, difficilmente potremmo riuscire a superare le difficoltà dovute alla pesantissima congiuntura economica mondiale che penalizza in primo luogo i lavoratori come noi, che al 90% esercitiamo la nostra attività come aziende artigiane, sempre in precario equilibrio tra costi e ricavi.
Non ci sfuggono infine le probabili ricadute sulle tariffe, negoziate al livello comunale e incluse nel paniere Istat, che potrebbero avere ripercussioni sull’utenza.
E’ per questo che abbiamo ritenuto opportuno incaricare i componenti del Tavolo Tecnico Interministeriale, da noi già attivato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, affinchè sia richiesta una proroga della normativa riguardante il credito d’imposta sui carburanti, mantenendola momentaneamente ai livelli degli anni passati, per poter superare il fortissimo disagio economico che sta attualmente vivendo la nostra categoria.
Auspicando che almeno su questi argomenti di comune interesse, possano unirsi a noi tutte le Organizzazioni nazionali rappresentative dei tassisti.
Sarà nostra cura tenervi aggiornati sugli sviluppi della nostra iniziativa

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CREDITO D’IMPOSTA per i TAXISTI

4 Febbraio 2009 Commenti chiusi

 

Post N° 991

TAXISTI:
PER RIDUZIONE DELL’ACCISA

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aiuti pubblici della Germania sull’acquisto dell’Auto

30 Gennaio 2009 Commenti chiusi

E la Fiat vende Auto aprezzi stracciati

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URI TAXI – DA SEMPRE E PER SEMPRE DALLA PARTE DEI TASSISTI

27 Gennaio 2009 Commenti chiusi

 

Roma, 23.01.2008

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Donne sole la sera – arriva il taxi scontato

26 Gennaio 2009 Commenti chiusi

Accordo Comune-autisti: 2,5 euro in meno a tratta

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Racket dei taxi, parla il grande accusatore ‘Così controllavano i turni più redditizi’ – Repbblica

22 Gennaio 2009 Commenti chiusi

«Ormai sono fuori da tutto, non ho più contatti con nessuno e non ne voglio avere. Anzi. è passato così tanto tempo, pensavo che queste storie fossero finite nel dimenticatoio, vedo invece che le indagini sono andate avanti». Chi parla è uno di quei trenta tassisti che con deposizioni spontanee ha permesso a polizia e a magistratura di far luce su quello che è stato definito il racket dei tassisti. Preferisce rimanere anonimo. «Non si sa mai», aggiunge. Ma non ha difficoltà a raccontare quello che è successo a lui e a molti suoi colleghi nel periodo clou, tra il 2006 e il 2007. E a spiegare il perché di questi comportamenti. Da che cosa è nato il tutto? «E’ nato a causa di Bersani, luglio 2006. Ma i problemi ci sono sempre stati. La liberalizzazione è stata la scintilla per far partire quello che un gruppetto isolato di tassisti considerava come un regolamento di conti. Se si vanno a vedere le persone coinvolte nelle indagini si capisce che i problemi riguardano soprattutto il turno di notte». Perché? «Perché si tratta del turno più ambito, quello che rende di più, soprattutto, tra le quattro e le sei e mezza. Lì si concentra il via vai. Ed entrarci non è facile, storicamente. Pensare che ci sarebbero tutti i margini per aumentare il numero di tassisti in quelle ore, rivedendo gli orari, anticipando il primo turno di giorno e dando un servizio migliore». Il servizio notturno com’ è? «Quando lavoravo si bucavano i clienti. Ad esempio si privilegiava la corsa a Caselle perché più redditizia rispetto a quella verso Porta Nuova. I disabili, che pagano con il talloncino giallo del Comune, non venivano presi in considerazione. Potevano stare delle ore sotto casa, pur avendo prenotato. Ora non so se sia migliorata la situazione». Ma non è la centrale a smistare le chiamate? «Si, certo. Ma le centraliniste seguono le direttive. Anche su di loro sono state fatte pressioni, soprattutto nella cooperativa 57.37, quella più forte nel notturno. Perché, quando si prenota un mezzo, viene chiesta la destinazione. Spesso di notte capita che si chieda la meta anche per corse semplici». Visto che il lavoro notturno non mancava perché non aumentare i mezzi, cambiando i turni? «Chi fa la notte non vuole avere concorrenti. Preferisce correre come un pazzo in quelle due ore e mezzo, rischiando di non servire tutti, ma di riuscire a guadagnare di più». Perché? «Si potrebbe dire che i soldi fanno comodo. Ma la ragione vera è che all’ epoca si dovevano rifare da quello che si era perso sulle cassette». Cosa sono? «Le cassette rovesciate di Caselle, sotto la rampa delle partenze, nel parcheggio interno dei taxi, si giocava a poker. C’ è gente che si è mangiata l’ incasso della giornata». è stato minacciato? «Sì, mi hanno tagliato più volte le gomme del taxi ed hanno anche tentato di dargli fuoco. Per questo, poi, alla prima occasione ho lasciato. Come me anche altri colleghi hanno dovuto rivedere i loro progetti». Minacce fisiche? «Una sera ero in un parcheggio di periferia. è arrivato un collega. Mi ha guardato e se ne è andato. Ho pregato di ricevere una chiamata, ma nulla. Nel giro di dieci minuti sono stato circondato da cinque o sei taxi». Cosa le hanno detto? «Che non dovevo intralciare il lavoro di quelli della periferia, che dovevo piantarla di rompere le scatole sui disabili e sulle altre cose perché altrimenti avrei rischiato grosso».

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la replica dei taxisti – La Stampa

18 Gennaio 2009 Commenti chiusi

"Ma quali pestaggi
è una bega sindacale"

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Racket dei tassisti – La Stampa

18 Gennaio 2009 Commenti chiusi

Aggressioni e sabotaggi ai colleghi
per accaparrarsi tratte più redditizie TORINO
Taglieggiavano i colleghi tassisti. Minacce, aggressioni e sabotaggi alle loro auto per accaparrarsi le corse migliori, quelle da e per l’aeroporto di Caselle Torinese. Un racket che ha portato la Digos di Torino, in collaborazione con il commissariato Mirafiori, a denunciare 17 persone. Tra queste, anche il presidente di una nota cooperativa.

L’inchiesta è iniziata nel 2006, grazie alla segnalazione di alcuni tassisti vittime dei ricatti, e nei giorni scorsi ha portato il sostituto procuratore Enrico Arnaldi di Balme a notificare ai diciassette denunciati l’avviso di chiusura indagini. Violenza privata, danneggiamento e minacce, oltre che detenzione di armi e oggetti atti ad offendere, sono le accuse nei loro confronti. La banda aveva intensificato la propria attività nei mesi della protesta per la liberalizzazione delle tariffe. Gli episodi contestati ai suoi membri sono in tutto una quindicina: dall’aggressione ad un tassista nel centro di Torino, sotto lo sguardo attonito del cliente che trasportava, ai sabotaggi. Gomme tagliate, freni allentati e minacce di ogni genere – persino alle loro famiglie – pur di togliere di mezzo la loro concorrenza.

A seguito di un’ondata di danneggiamenti e violenze nei confronti di alcuni auto e tassisti di Torino che aveva spinto questi ultimi a sporgere denuncia, il commissariato Mirafiori, in collegamento con la Digos del capoluogo piemontese, ha svolto una serie di indagini che hanno portato all’identificazione di un gruppo di tassisti, appartenenti a un’unica cooperativa, che si era prefissa lo scopo di gestire in proprio la tratta sull’aeroporto di Caselle, la più redditizia della zona, specialmente nell’orario notturno. Vandalismi e intimidazioni erano gli strumenti con i quali il «branco» cercava di soffocare la concorrenza dei colleghi.

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