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Archivio per la categoria ‘Argomenti vari’

Tariffe fisse per Caselle e Ztl articoo su Repubblica del 29.11.2009

30 Novembre 2009 Commenti chiusi

i tassisti vogliono l’aumento Gli autisti di piazza voglio rivedere i forfait per l’aeroporto (30 euro) e nella zona centrale (5 euro). “Non ci stiamo più con i costi, soprattutto nel viaggio di ritorno dallo scalo. L’assessore provinciale Bertone: “C´è un mese per discutere troveremo una giusta soluzione” Troppo basse le tariffe fisse dentro il centro e per l´aeroporto: bisogna alzarle, altrimenti meglio lasciar correre il tassametro». I tassisti, ad un mese dalla scadenza delle formule forfait ideate dall´assessore al Commercio di Palazzo Civico, Alessandro Altamura, hanno fatto sapere che per fare nuovi accordi bisogna rivedere gli importi al rialzo. I 30 euro a corsa dal cuore della città verso Caselle e i 5 euro nei tragitti all´interno della Ztl ambientale non vanno più bene. E il tira e molla tra Provincia, Comune e rappresentanti di categoria è iniziato. Le diverse sigle delle auto bianche (un mondo eterogeneo) nell´ultima riunione della commissione provinciale, quella che governa Torino e i comuni dell´area metropolitana, hanno sottolineato che le tariffe vanno cambiate. I tassisti vorrebbero un importo più alto per le corse centro-aeroporto: i 30 euro concordati non sarebbero sufficienti, non tanto all´andata, ma al ritorno, causa i cantieri all´uscita dalla superstrada per Caselle. «In molte fasce della giornata – spiega Giovanni Armenia della Cgil-taxi – ci si mette più di un quarto d´ora per immettersi in corso Grosseto. È un problema». Secondo i calcoli dei tecnici dalla Ztl ambientale il costo per raggiungere il Sandro Pertini oscilla dai 27 ai 33 euro. Dipende da dove si parte. I 30 euro sarebbe quindi una giusta via di mezzo, ma le sigle delle auto bianche puntano al lieve rincaro. Con uno o due euro in più a corsa si potrebbe trovare un nuovo accordo per una tariffa che piaccia anche ai tassisti alle prese con la concorrenza dei noleggi con conducente. Provincia e Comune al momento tengono duro. «Ci sono state presentate alcune proposte – sottolinea l´assessore ai Trasporti di Palazzo Cisterna, Piergiorgio Bertone – abbiamo ancora un mese davanti per discutere e individuare una giusta soluzione». E Alessandro Altamura aggiunge: «È vero che ci sono problemi di viabilità, ma si tratta di cantieri che dovrebbero chiudere a breve. Una questione contingente». Più difficile la partita sulle corse a 5 euro in centro. I tassisti sono convinti che la tariffa fissa nella Ztl ambientale non abbia portato ad una crescita del numero di clienti. «Vedremo quali sono le idee per una nuova formula, forse sarebbe meglio dal primo gennaio ritornare al tassametro e basta», dice Armenia. E aggiunge: «Meglio lavorare sulla viabilità. Ad esempio nelle ore di punta per fare tutta via Po ci si impiega dieci minuti. Con una corsia riservata il problema sarebbe risolto, non solo per noi, ma per tutti i mezzi pubblici. I costi per i clienti diminuirebbero». E il taxi rosa che fine ha fatto? La discussione è aperta, ma i conducenti delle auto bianche non vogliono fare sconti unilaterali. Il Comune deve mettere un contributo. «A Bologna si fa così», sostiene Armenia. L´assessore Altamura, però, non è convinto: «Se si fa deve essere a costo zero per il pubblico: i vantaggi per i tassisti derivano dall´aumento delle corse». Nelle serate di oggi e di domani, per consentire l´esecuzione di interventi urgenti di manutenzione, il servizio passeggeri della metropolitana terminerà alle 21 anziché all´orario consueto. Lo fa sapere un comunicato di Gtt. Le ultime corse underground partiranno da Fermi e Porta Nuova alle 20.35. Temporanee limitazioni o variazioni di percorso per i mezzi di superficie, indicate puntualmente sul sito del Gruppo trasporti, oggi sono previste in via Ivrea per la manifestazione commerciale «Luci e suoni a Natale» e nel centro di Chivasso e di Ciriè, per altre iniziative di piazza.

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divise ai taxisti…. proposta del comune di Milano

23 Agosto 2009 Commenti chiusi

Prima sistemate le strade’

Repubblica – 21 agosto 2009   pagina 1   sezione: MILANO

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Raffaella Piccinni candidata alle provinciali Milanese. Niente gossip o veline. Solo fatti concreti

14 Maggio 2009 Commenti chiusi

Una taxista attiva nella politica Milanese

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Turni di lavoro durante la fiera del libro a Torino

11 Maggio 2009 Commenti chiusi

 

Si informano i sig. RT che in occasione del salone del libro le O.O.S.S. di categorie hanno richiesto ed ottenuto la seguente modifica alla turnazione normale prevista dal regolamento comunale:

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Il tassista onesto diventa star

11 Maggio 2009 Commenti chiusi
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la Collega milanese protagonista della cronaca nazionale

8 Maggio 2009 Commenti chiusi
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Decurtazione punti sulla Carta di Qualificazione del Conducente

21 Aprile 2009 Commenti chiusi
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ecco gli alberghi cosa fanno………

28 Marzo 2009 Commenti chiusi
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MANCANO I FONDI – AGEVOLAZIONI FINO A OTTOBRE

19 Marzo 2009 Commenti chiusi

19/3/2009 (13:27) Disabili e taxisti
la brutta storia dei buoni corsa

+ Le associazioni: "Non toglieteci le poche cose che abbiamo"
 

Il Comune sospetta che qualcuno ci marci BEPPE MINELLO TORINO
L’argomento è antipatico, ma qualcuno deve pur affrontarlo: c’è il sospetto che anche i disabili facciano i furbetti con la complicità dei taxisti. Siccome il buono per ogni singola corsa su auto pubblica vale 13,70 euro – con l’eventuale eccedenza di spesa a carico del disabile – può accadere che, d’accordo con l’autista, il viaggiatore utilizzi più buoni fino a coprire l’ammontare del viaggio e così non pagare nulla. Peccato veniale, direte con qualche ragione ché il numero di voucher per ogni disabile è stabilito da un’apposita commissione, ma che assume contorni diversi se si pensa che sono circa mille le persone che avrebbero diritto al servizio ma restano in lista d’attesa perché non ci sono risorse sufficienti.

Problema non nuovo emerso ancora più chiaramente ieri mattina a Palazzo Civico dove si dibatteva del bilancio della Viabilità che, come tutti i settori comunali, patisce la difficile congiuntura economica. E appunto alla voce «Buono taxi per disabili», l’assessore Sestero ha potuto mettere appena 3 milioni di euro (300 mila in meno dell’anno scorso) denunciando che «se non introduciamo correttivi o se non arriveranno nuove risorse il servizio, visto il trend di spesa, si fermerà ad ottobre».

Sestero per «correttivi» intende tutta una serie di misure, compresi i controlli più stringenti, che in qualche modo coinvolgano le tante agevolazioni che la città mette a disposizione di chi ha difficoltà a muoversi, dagli stalli riservati sotto casa o sotto l’ufficio per parcheggiare l’auto, ai permessi di transito e sosta agli abbonamenti gratuiti sui mezzi pubblici. Ha quindi ipotizzato trasporti collettivi con minibus oppure l’introduzione delle fasce di reddito, come chiesto da più consiglieri come Monica Cerutti (Sd) o Gandolfo (Moderati) ma ogni proposta s’è scontrata con le associazioni dei disabili che hanno sempre opposto un fermo no a ogni modifica. Nel corso del dibattito, Ravello (An) ha invece contestato la progressiva diminuzione di fondi elargiti dal Comune.

L’opposizione delle associazioni ad ogni cambiamento qualche ragione, comunque, ce l’ha: la legge che ha istituito il servizio di trasporto (e quello di Torino è un caso praticamente unico in Italia per estensione e qualità) si rivolgeva in particolare ai diversamente abili, all’epoca circa 700 persone. I regolamenti attuativi però, non hanno specificato gli aventi diritto e col tempo le categorie che hanno chiesto di accedere al servizio si sono estese agli ammalati e agli anziani. Già da un anno il Comune ha intavolato trattative con la Regione, responsabile della Sanità, affinché si accolli almeno il trasporto di chi deve raggiungere luoghi di cura, ma per ora tutto tace. Il servizio creato dal Comune prevede anche che chi è in carrozzella possa prenotare un «passaggio» telefonando a Gtt che provvederà a inviare un mezzo adeguato alla bisogna.

Le associazioni dei disabili si sono anche opposte al tentativo del Comune di eliminare, ad esempio, la possibilità che chi è titolare di uno stallo sotto casa o l’ufficio sia anche titolare del diritto al buono taxi. Nel 2003, infatti, le associazioni fecero ricorso contro la delibera comunale che stabiliva questa incompatibilità e da allora tutto è fermo. Uno stallo, è stato calcolato a Palazzo Civico, vale circa 1000 euro e ce ne sono ormai circa 2500 in tutta la città e crescono al ritmo di 3-400 l’anno. Ultimamente il numero s’è stabilizzato perché i controlli dei vigili per controllare la regolarità del privilegio concesso portano a cancellare 3-400 stalli all’anno. «E in questi casi non sono i disabili ad approfittarne, sono parenti e famigliari».

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MANCANO I FONDI – AGEVOLAZIONI FINO A OTTOBRE

19 Marzo 2009 Commenti chiusi

19/3/2009 (13:27) Disabili e taxisti
la brutta storia dei buoni corsa

+ Le associazioni: "Non toglieteci le poche cose che abbiamo"
 

Il Comune sospetta che qualcuno ci marci BEPPE MINELLO TORINO
L’argomento è antipatico, ma qualcuno deve pur affrontarlo: c’è il sospetto che anche i disabili facciano i furbetti con la complicità dei taxisti. Siccome il buono per ogni singola corsa su auto pubblica vale 13,70 euro – con l’eventuale eccedenza di spesa a carico del disabile – può accadere che, d’accordo con l’autista, il viaggiatore utilizzi più buoni fino a coprire l’ammontare del viaggio e così non pagare nulla. Peccato veniale, direte con qualche ragione ché il numero di voucher per ogni disabile è stabilito da un’apposita commissione, ma che assume contorni diversi se si pensa che sono circa mille le persone che avrebbero diritto al servizio ma restano in lista d’attesa perché non ci sono risorse sufficienti.

Problema non nuovo emerso ancora più chiaramente ieri mattina a Palazzo Civico dove si dibatteva del bilancio della Viabilità che, come tutti i settori comunali, patisce la difficile congiuntura economica. E appunto alla voce «Buono taxi per disabili», l’assessore Sestero ha potuto mettere appena 3 milioni di euro (300 mila in meno dell’anno scorso) denunciando che «se non introduciamo correttivi o se non arriveranno nuove risorse il servizio, visto il trend di spesa, si fermerà ad ottobre».

Sestero per «correttivi» intende tutta una serie di misure, compresi i controlli più stringenti, che in qualche modo coinvolgano le tante agevolazioni che la città mette a disposizione di chi ha difficoltà a muoversi, dagli stalli riservati sotto casa o sotto l’ufficio per parcheggiare l’auto, ai permessi di transito e sosta agli abbonamenti gratuiti sui mezzi pubblici. Ha quindi ipotizzato trasporti collettivi con minibus oppure l’introduzione delle fasce di reddito, come chiesto da più consiglieri come Monica Cerutti (Sd) o Gandolfo (Moderati) ma ogni proposta s’è scontrata con le associazioni dei disabili che hanno sempre opposto un fermo no a ogni modifica. Nel corso del dibattito, Ravello (An) ha invece contestato la progressiva diminuzione di fondi elargiti dal Comune.

L’opposizione delle associazioni ad ogni cambiamento qualche ragione, comunque, ce l’ha: la legge che ha istituito il servizio di trasporto (e quello di Torino è un caso praticamente unico in Italia per estensione e qualità) si rivolgeva in particolare ai diversamente abili, all’epoca circa 700 persone. I regolamenti attuativi però, non hanno specificato gli aventi diritto e col tempo le categorie che hanno chiesto di accedere al servizio si sono estese agli ammalati e agli anziani. Già da un anno il Comune ha intavolato trattative con la Regione, responsabile della Sanità, affinché si accolli almeno il trasporto di chi deve raggiungere luoghi di cura, ma per ora tutto tace. Il servizio creato dal Comune prevede anche che chi è in carrozzella possa prenotare un «passaggio» telefonando a Gtt che provvederà a inviare un mezzo adeguato alla bisogna.

Le associazioni dei disabili si sono anche opposte al tentativo del Comune di eliminare, ad esempio, la possibilità che chi è titolare di uno stallo sotto casa o l’ufficio sia anche titolare del diritto al buono taxi. Nel 2003, infatti, le associazioni fecero ricorso contro la delibera comunale che stabiliva questa incompatibilità e da allora tutto è fermo. Uno stallo, è stato calcolato a Palazzo Civico, vale circa 1000 euro e ce ne sono ormai circa 2500 in tutta la città e crescono al ritmo di 3-400 l’anno. Ultimamente il numero s’è stabilizzato perché i controlli dei vigili per controllare la regolarità del privilegio concesso portano a cancellare 3-400 stalli all’anno. «E in questi casi non sono i disabili ad approfittarne, sono parenti e famigliari».

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