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MANCANO I FONDI – AGEVOLAZIONI FINO A OTTOBRE

19 Marzo 2009

19/3/2009 (13:27) Disabili e taxisti
la brutta storia dei buoni corsa

+ Le associazioni: "Non toglieteci le poche cose che abbiamo"
 

Il Comune sospetta che qualcuno ci marci BEPPE MINELLO TORINO
L’argomento è antipatico, ma qualcuno deve pur affrontarlo: c’è il sospetto che anche i disabili facciano i furbetti con la complicità dei taxisti. Siccome il buono per ogni singola corsa su auto pubblica vale 13,70 euro – con l’eventuale eccedenza di spesa a carico del disabile – può accadere che, d’accordo con l’autista, il viaggiatore utilizzi più buoni fino a coprire l’ammontare del viaggio e così non pagare nulla. Peccato veniale, direte con qualche ragione ché il numero di voucher per ogni disabile è stabilito da un’apposita commissione, ma che assume contorni diversi se si pensa che sono circa mille le persone che avrebbero diritto al servizio ma restano in lista d’attesa perché non ci sono risorse sufficienti.

Problema non nuovo emerso ancora più chiaramente ieri mattina a Palazzo Civico dove si dibatteva del bilancio della Viabilità che, come tutti i settori comunali, patisce la difficile congiuntura economica. E appunto alla voce «Buono taxi per disabili», l’assessore Sestero ha potuto mettere appena 3 milioni di euro (300 mila in meno dell’anno scorso) denunciando che «se non introduciamo correttivi o se non arriveranno nuove risorse il servizio, visto il trend di spesa, si fermerà ad ottobre».

Sestero per «correttivi» intende tutta una serie di misure, compresi i controlli più stringenti, che in qualche modo coinvolgano le tante agevolazioni che la città mette a disposizione di chi ha difficoltà a muoversi, dagli stalli riservati sotto casa o sotto l’ufficio per parcheggiare l’auto, ai permessi di transito e sosta agli abbonamenti gratuiti sui mezzi pubblici. Ha quindi ipotizzato trasporti collettivi con minibus oppure l’introduzione delle fasce di reddito, come chiesto da più consiglieri come Monica Cerutti (Sd) o Gandolfo (Moderati) ma ogni proposta s’è scontrata con le associazioni dei disabili che hanno sempre opposto un fermo no a ogni modifica. Nel corso del dibattito, Ravello (An) ha invece contestato la progressiva diminuzione di fondi elargiti dal Comune.

L’opposizione delle associazioni ad ogni cambiamento qualche ragione, comunque, ce l’ha: la legge che ha istituito il servizio di trasporto (e quello di Torino è un caso praticamente unico in Italia per estensione e qualità) si rivolgeva in particolare ai diversamente abili, all’epoca circa 700 persone. I regolamenti attuativi però, non hanno specificato gli aventi diritto e col tempo le categorie che hanno chiesto di accedere al servizio si sono estese agli ammalati e agli anziani. Già da un anno il Comune ha intavolato trattative con la Regione, responsabile della Sanità, affinché si accolli almeno il trasporto di chi deve raggiungere luoghi di cura, ma per ora tutto tace. Il servizio creato dal Comune prevede anche che chi è in carrozzella possa prenotare un «passaggio» telefonando a Gtt che provvederà a inviare un mezzo adeguato alla bisogna.

Le associazioni dei disabili si sono anche opposte al tentativo del Comune di eliminare, ad esempio, la possibilità che chi è titolare di uno stallo sotto casa o l’ufficio sia anche titolare del diritto al buono taxi. Nel 2003, infatti, le associazioni fecero ricorso contro la delibera comunale che stabiliva questa incompatibilità e da allora tutto è fermo. Uno stallo, è stato calcolato a Palazzo Civico, vale circa 1000 euro e ce ne sono ormai circa 2500 in tutta la città e crescono al ritmo di 3-400 l’anno. Ultimamente il numero s’è stabilizzato perché i controlli dei vigili per controllare la regolarità del privilegio concesso portano a cancellare 3-400 stalli all’anno. «E in questi casi non sono i disabili ad approfittarne, sono parenti e famigliari».

 

 

 

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200903articoli/9868girata.asp

 

 

 

 

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