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Archivio Giugno 2007

DISEGNO DI LEGGE passato in senato N. 1644

21 Giugno 2007 Commenti chiusi

SENATO DELLA REPUBBLICA
      ???? XV LEGISLATURA ????
    

 
 

(BERSANI)
dal Vicepresidente del Consiglio dei ministri
(RUTELLI)
dal Ministro della pubblica istruzione
(FIORONI)
e dal Ministro per le politiche europee
(BONINO)
di concerto col Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali
(LANZILLOTTA)
col Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione
(NICOLAIS)
col Ministro dell?economia e delle finanze
(PADOA-SCHIOPPA)
col Ministro dell?interno
(AMATO)
col Ministro dei trasporti
(BIANCHI)
e col Ministro delle infrastrutture
(DI PIETRO)
(V. Stampato Camera n. 2272-bis-bis)
approvato dalla Camera dei deputati il 13 giugno 2007
Trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza
il 15 giugno 2007
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Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale
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DISEGNO DI LEGGE
Capo I
LIBERALIZZAZIONE DELL?ESERCIZIO DI TALUNE IMPRESE E PROFESSIONI

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Art. 10.
(Verifica della liberalizzazione dei servizi
a terra negli aeroporti civili)
    1. Il Ministro dei trasporti, ogni sei mesi, presenta alle Camere una relazione sul grado di liberalizzazione dei servizi a terra negli aeroporti civili, con particolare riferimento:
        a) al mercato dei servizi aeroportuali a terra;
        b) al miglioramento del servizio di vendita dei biglietti aerei in termini di reperibilità, informazione in tempo reale all?utenza, minori costi per i consumatori;
        c) ai rapporti fra scali aeroportuali, trasporti intermodali, infrastrutture di trasporto e territorio;
        d) alle misure e ai correttivi concreti adottati per un?effettiva liberalizzazione nel settore;
        e) agli ulteriori eventuali provvedimenti volti a garantire un?effettiva concorrenzialità del mercato.

Art. 14.
(Misure in materia di trasporto
pubblico locale innovativo)
    1. Gli enti locali, ai fini dell?articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, e allo scopo di promuovere la funzionale crescita e l?innovazione del settore del trasporto locale, possono prevedere il rilascio di autorizzazioni in favore dei soggetti individuati alle lettere d) ed e) del comma 1 dell?articolo 6 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, per la prestazione di servizi di trasporto pubblico locale innovativo. Per trasporto pubblico locale innovativo si intende la diffusione di servizi collettivi e condivisi diretti a specifiche categorie di utenti, con obblighi di servizio e tariffe differenziate. I comuni possono favorire: l?alternativa all?automobile con l?utilizzo di mezzi pubblici ecologici; la sostituzione, con incentivi, dei veicoli per servizio ad uso multiplo con mezzi ecologici; il trasporto per categorie disagiate; la condivisione dei veicoli ecologici.
    2. I comuni possono favorire la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo mediante l?incentivazione dei servizi di cui al comma 1 attraverso l?utilizzo di veicoli ecologici.
    3. Entro quaranta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei trasporti, con proprio decreto, da emanare previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi degli articoli 3 e 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, individua le specifiche categorie di utenti alle quali si rivolgono i servizi di trasporto pubblico locale innovativo e fissa i requisiti di ordine generale e di idoneità professionale cui devono rispondere i prestatori dei servizi medesimi.
    4. I comuni, sentite le associazioni di rappresentanza degli utenti e degli operatori del settore, predispongono una carta dei servizi di trasporto pubblico locale innovativo, concernente le prestazioni dei servizi di cui al comma 1 e recante, tra l?altro, la disciplina tecnica relativa:
        a) all?elencazione dei servizi offerti, alle specifiche categorie di utenza alle quali si rivolgono e alla tipologia dei veicoli da utilizzare;
        b) agli obblighi di servizio, all?individuazione di tariffe differenziate per l?utenza con particolare riferimento a fasce orarie di prestazione e alle relative formule di pagamento e di abbonamento;
        c) alle modalità di prenotazione del servizio, di raccolta e smistamento delle richieste mediante call center, rete internet e telefonia mobile;
        d) alle modalità di rendicontazione e di fatturazione del servizio;
        e) alle condizioni contrattuali, quali orario di lavoro, compenso minimo, competenze, che devono avere i conducenti dei mezzi;
        f) ad ogni altro elemento ritenuto utile per il miglioramento dei livelli qualitativi del servizio.
    5. I prestatori del servizio di trasporto pubblico locale innovativo sono tenuti all?osservanza delle prescrizioni adottate dal comune nella carta dei servizi di trasporto pubblico locale innovativo di cui al comma 4. Nel caso di violazione delle prescrizioni stesse, gli enti locali possono prevedere sanzioni amministrative dalla sanzione pecuniaria fino alla revoca dell?autorizzazione.
    6. L?adozione delle misure di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo costituisce per i comuni titolo preferenziale ai fini dell?accesso ai finanziamenti di cui all?articolo 1, commi 1031 e 1032, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

Vediamo insieme i punti del testo approvato dalla Camera.

11 Giugno 2007 1 commento

Gli enti locali possono prevedere il rilascio di autorizzazioni in favore dei soggetti individuati alle lettere d) ed e) del comma 1 dell’articolo 6 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.** per prestazioni di servizi di trasporto innovativo.

** legge n 248 – soggetti :

d) prevedere in via sperimentale l’attribuzione, prevalentemente a favore di soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992,* della possibilità di utilizzare veicoli sostitutivi ed aggiuntivi per l’espletamento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. In tal caso, l’attività dei sostituti alla guida deve svolgersi secondo quanto previsto dalla lettera a);

e) prevedere in via sperimentale forme innovative di servizio all’utenza, con obblighi di servizio e tariffe differenziati, rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza del servizio di taxi o ai soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992;

soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992;

Legge Quadro Taxi 21/92

Art. 7 . Figure giuridiche.

1. I titolari di licenza per l’esercizio del servizio di taxi o di autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente, al fine del libero esercizio della propria attività, possono:
a) essere iscritti, nella qualità di titolari di impresa artigiana di trasporto, all’albo delle imprese artigiane previsto dall’articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443;
b) associarsi in cooperative di produzione e lavoro, intendendo come tali quelle a proprietà collettiva, ovvero in cooperative di servizi, operanti in conformità alle norme vigenti sulla cooperazione;
c) associarsi in consorzio tra imprese artigiane ed in tutte le altre forme previste dalla legge.
Ne consegue, a mio modesto parere, che i servizi innovativi potranno essere assegnati a tassisti e noleggiatori associati in cooperative e/o in consorzi. Quindi non, come sostiene qualcuno su altri siti, affidati ai singoli tassisti (e solo a loro !). E saranno aperti a ‘specifiche categorie di utenti ‘ che stabilirà il Ministro dei trasporti.

Capite ora perchè indicavo la via giusta negli emendamenti proposti da Rifondazione ? Limitavano il campo d’azione alle sole utenze disagiate e, soprattutto, stabilivano il criterio di territorialità del servizio nel solo ambito comunale di pertinenza.

Ora il rischio è che coop e consorzi di NCC, coordinati da radio e call center si sguinzaglino su qualunque territorio, con tariffe differenziate e senza il paletto di utenze disagiate.

D’altra parte, forse era quello che interessava a chi rappresenta anche gli ncc o ha già pronta una società per gestire sti servizi e ha strumentalizzato la piazza vociante per seguire una strada diversa, dando alla stessa il contentino dell’ aver tolto dal testo il termine Aziende di Trasporto Pubblico.

C’è ancora il passaggio in Senato e, soprattutto, la possibilità di un chiarimento con il Ministro dei Trasporti per cercare di rimediare un pochino a questo testo, frutto di un accordo che da subito non mi ha del tutto convinto (vedete i miei post del 30 maggio e 1 giugno).

Note della Camera dei Deputati

6 Giugno 2007 Commenti chiusi

L?articolo in questione interviene in materia di trasporto pubblico locale, allo scopo, già esplicito nell?originaria formulazione, di promuoverne l?apertura alla concorrenza, la crescita, l?innovazione. L?articolo è inteso in particolare a promuovere la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo.
 
Si intende genericamente per trasporto innovativo il trasporto:
         sicuro,
         ecologico,
         economico,
         silenzioso.
Si tratta di un nuovo sistema di trasporti, alternativo all?attuale – inquinante, congestionato, poco sicuro – che sappia garantire un elevato livello di mobilità a cittadini e imprese, consumi energetici ridotti e basso impatto ambientale.
Il decreto 22 dicembre 2000 – Finanziamento ai Comuni per la realizzazione di politiche radicali ed interventi integrati per la mobilità sostenibile nelle aeree urbane ? offre una definizione di sistema di trasporto collettivo innovativo quale ?servizio di trasporto flessibile, integrativo e complementare al servizio di trasporto pubblico locale che utilizza strumenti telematici per l?ottimizzazione dei percorsi, la prenotazione del servizio e la gestione del sistema informativo ed operativo, offerto a un prezzo inferiore a quello di un taxi tradizionale.?
 
Nella formulazione originaria per trasporto pubblico locale innovativo si intendevano servizi quali uso multiplo, condivisione dei veicoli, trasporto ecologico e trasporto di categorie disagiate. Per la prestazione di tali servizi venivano escluse limitazioni numeriche al rilascio di licenze e di autorizzazioni.
Il testo modificato offre una nozione generale di servizio pubblico locale innovativo quale insieme di servizi collettivi e condivisi, diretti a specifiche categorie d?utenti, con obblighi di servizio e tariffe differenziate.
Il testo emendato reintroduce la possibilità, per gli enti locali, di definire contingenti numerici al rilascio di licenze per questi servizi.
 
Il testo originario prevedeva per i comuni l?onere di :
-      favorire la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo mediante l’incentivazione dei servizi che lo definiscono;
-      predisporre una carta di servizi concernente le prestazioni dei servizi innovativi recante, tra l’altro:
a) l’elencazione dei servizi offerti e le relative formule di pagamento e abbonamento;
b) i livelli minimi del servizio offerto, con particolare riferimento a fasce orarie di prestazione e a frequenza dei trasporti;
c) le modalità di prenotazione del servizio, di raccolta e di smistamento delle richieste mediante centralini telefonici (call center nel testo modificato), internet e telefonia mobile;
d) le modalità di rendicontazione e di fatturazione del servizio;
e) ogni altro elemento ritenuto utile per il miglioramento dei livelli qualitativi del servizio.
Il testo modificato dalla Commissione ribadisce l?onere, per i Comuni, di favorire la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo attraverso l?incentivazione dei relativi servizi e comunque tramite l?utilizzazione dei mezzi ecologici. Il trasporto ecologico evolve dunque da servizio a modalità di trasporto pubblico locale integrativo. Correlativamente, nel testo modificato, i servizi di trasporto pubblico locale innovativo presuppongono tutti ? salvo il trasporto per categorie disagiate – l?utilizzazione di mezzi ecologici.
Quanto alle carte di servizi concernenti le prestazioni dei servizi innovativi di trasporto pubblico locale, il testo modificato chiarisce che i Comuni, nel predisporle, debbano preventivamente sentire le associazioni di rappresentanza degli utenti e degli operatori del settore e che le suddette Carte debbano indicare anche:
         le specifiche categorie di utenza alle quali si rivolgono e la tipologia dei veicoli da utilizzare;
         gli obblighi di servizio e l’individuazione di tariffe differenziate per l?utenza con particolare riferimento alle fasce orarie di prestazione;
         le condizioni contrattuali (orario di lavoro, compenso minimo, competenze) per i conducenti dei mezzi.
Il testo modificato attribuisce dunque ai comuni un?elevata discrezionalità. Ad essi riconosce  infatti la facoltà di rifiutare newcomers, definire livelli minimi di servizio, formule di pagamento e abbonamento e modalità di prenotazione. I comuni, in definitiva, hanno ampia autonomia nella scelta dei oggetti cui affidare i nuovi servizi.
 
I requisiti di ordine generale e di idoneità professionale cui devono rispondere i prestatori dei servizi medesimi, vengono definiti con decreto del Ministro dei trasporti, da emanarsi entro quaranta giorni dall?entrata in vigore della legge, come già previsto dal testo originario, ma con l?onere della previa intesa con la Conferenza unificata Stato?regioni. Conformemente al principio di leale collaborazione le regioni sono state coinvolte nella definizione di un decreto a tutela della concorrenza – materia di competenza esclusiva statale – suscettibile tuttavia di incidere su materie di competenza regionale[51].
Il testo modificato prevede che il medesimo decreto individui le specifiche categorie di utenti alle quali si rivolgono i servizi di trasporto innovativo.
Viene ribadito, per i prestatori del servizio, l?obbligo di osservare le prescrizioni della carta e sono previste nel caso di inadempimento, in luogo dell?indennizzo da corrispondere ai fruitori nella misura stabilita dal comune nella carta di servizi, sanzioni amministrative irrogabili dagli enti locali (sanzioni pecuniarie, revoca dell’autorizzazione).
Come già previsto nel testo originario, l?adozione di misure per lo sviluppo del sistema di trasporto pubblico locale innovativo costituisce, per il Comune, titolo preferenziale per l’accesso ai finanziamenti per l?acquisto di materiale rotabile previsti dalla legge finanziaria per il 2007.
Documentazione predisposta dall?Ufficio RUE
Documenti all?esame delle istituzioni dell?UE
1. Obblighi di servizio pubblico
Il 20 luglio 2005 la Commissione ha presentato una nuova proposta di regolamento riguardante i servizi pubblici di trasporto viaggiatori per strada, per ferrovia e per via navigabile interna (COM(2005)319). L?intento della Commissione è quello di trovare una soluzione ai problemi sorti in occasione dell?esame della precedente proposta[52]e di tenere conto, inoltre, degli ultimi sviluppi giurisprudenziali[53] nonché del libro bianco sui servizi di interesse generale (COM(2004)374) (vedi infra).
Il nuovo approccio proposto dalla Commissione si fonda sulla definizione delle modalità in base alle quali le autorità competenti possono intervenire, nel rispetto del diritto comunitario, nel settore dei trasporti pubblici di passeggeri per garantire la fornitura di servizi di interesse generale più numerosi, più sicuri e di migliore qualità o offerti a prezzi inferiori rispetto a quelli che potrebbero essere forniti solo basandosi sul gioco delle forze di mercato. La proposta affronta, fra l?altro, i profili relativi all?attribuzione di diritti esclusivi e al versamento di compensazioni per gli obblighi di servizio pubblico, misure che più di altre sono suscettibili di incidere sulla concorrenza e gli scambi fra Stati membri. Il nuovo approccio si basa in particolare su tre elementi:
       la semplificazione di alcune disposizioni della proposta del 2000 soprattutto quelle riguardanti l?aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico – per i quali sono previste solo le procedure dell?appalto pubblico e dell?affidamento diretto ? e le compensazioni quando non si sia proceduto a pubblica gara;
       il riconoscimento, alle autorità competenti, della possibilità di autoproduzione di qualsiasi tipo di servizio di trasporto (autobus, tram, metropolitana, treno, servizi integrati, ecc…) senza esperire procedure concorsuali. Tale facoltà è tuttavia strettamente subordinata al rispetto delle norme relative alla trasparenza e alla fissazione di criteri precisi applicabili alle compensazioni per gli obblighi di servizio pubblico, di cui alla direttiva 80/723/CEE sulla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche come da ultimo modificata dalla direttiva 2005/81/CE[54]. Essa, inoltre, può essere esercitata solo a condizione che l?attività dell?autorità competente resti circoscritta ad una zona geografica limitata;
       la promozione del principio di sussidiarietà: alle autorità pubbliche è rimesso un maggiore margine di discrezionalità per organizzare nei dettagli il ricorso a procedure concorsuali. Per il settore dei trasporti pubblici terrestri, inoltre, non sono stabilite regole specifiche in materia di subfornitura o di abuso di posizione dominante e non viene definito il livello adeguato di qualità dei trasporti pubblici o dell?informazione da fornire ai passeggeri.
Sulla proposta, che segue la procedura di codecisione, il Consiglio trasporti ha adottato, nella riunione dell?11-12 dicembre 2006, la posizione comune in prima lettura che dovrebbe essere esaminata dal Parlamento europeo in seconda lettura il 9 maggio 2007.
 
Il 12 maggio 2004 la Commissione ha presentato un libro bianco sui servizi di interesse generale (COM(2004)374).
Il libro bianco illustra la strategia della Commissione al fine di promuovere servizi di interesse generale di alta qualità e a prezzi accessibili per i cittadini e le imprese nel pieno rispetto della diversità delle tradizioni, delle strutture e delle caratteristiche nazionali. La Commissione, in particolare, pone l?accento sul concetto di ?responsabilità comune? ? contemplato dall?articolo 16 del Trattato CE – che affida alla Comunità e agli Stati membri l?incarico di garantire, nell?ambito delle rispettive competenze, che le proprie politiche consentano agli operatori di servizi di interesse economico generale di assolvere i loro compiti. A questo riguardo la Commissione ritiene che i poteri di cui dispone allo stato attuale la Comunità in questo settore siano adeguati e sufficienti a garantire il mantenimento e lo sviluppo di servizi efficienti in tutta l?UE.
L?approccio della Commissione è basato su una serie di princìpi che trovano riflesso nelle politiche settoriali della Comunità ovvero: chiarire e semplificare il quadro giuridico riguardante la compensazione degli obblighi di servizio pubblico; fornire un quadro chiaro e trasparente per la selezione delle imprese incaricate di gestire un servizio di interesse generale; consentire alle autorità pubbliche di operare nell?interesse dei cittadini; realizzare gli obiettivi del servizio pubblico all?interno di mercati aperti e competitivi; garantire la coesione e l?accesso universale; mantenere un alto livello di qualità e sicurezza; garantire i diritti dei consumatori e degli utenti; controllare e valutare le prestazioni; rispettare la diversità dei servizi e delle situazioni nell?ambito di un quadro coerente; garantire la certezza giuridica.
2. Diritti dei passeggeri
Facendo seguito agli orientamenti del libro bianco sui trasporti (COM(2001)370) volti a porre gli utenti al centro della politica comune dei trasporti, la Commissione ha adottato, il 16 febbraio 2005, una comunicazione relativa al rafforzamento dei diritti dei passeggeri nell?Unione europea (COM(2005)46).
Il documento reca un bilancio delle disposizioni già adottate, che riguardano principalmente la tutela dei diritti dei passeggeri del trasporto aereo, e prospetta una serie di nuove misure al fine di estendere tali diritti anche ad altre modalità di trasporto. Fra i settori prioritari di intervento individuati nella comunicazione figurano:
       la tutela dei passeggeri a mobilità ridotta che utilizzano il trasporto internazionale per autobus;
       i mezzi per presentare i ricorsi e le modalità di trattamento degli stessi;
       l?informazione dei passeggeri al fine di aumentare la consapevolezza dei loro diritti;
       la creazione di biglietterie integrate per consentire ai passeggeri di utilizzare diverse modalità di trasporto in occasione di un medesimo viaggio.
La comunicazione è stata trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio.
3. Ambiente urbano
Strategia tematica per l?ambiente urbano
Conformemente agli orientamenti delineati in tal senso dal sesto programma d?azione in materia di ambiente[55], l?11 febbraio 2004 la Commissione ha adottato la comunicazione ?Verso una strategia tematica sull?ambiente urbano? (COM(2004)60).
Nel sottolineare che il traffico ha un impatto significativo sull?ambiente e sulla salute dei cittadini, oltre che sulla qualità complessiva della vita nelle città, la comunicazione propone una serie di azioni specifiche per la futura strategia tematica. L?obiettivo è contribuire a livello comunitario alla definizione di un quadro di riferimento per promuovere iniziative locali basate sulle migliori pratiche, lasciando la scelta delle soluzioni e degli obiettivi ai responsabili locali. L?elemento fondamentale di questo quadro di riferimento è l?obbligo per le capitali e gli agglomerati urbani con popolazione superiore a 100 mila abitanti (ossia le 500 maggiori città dell?UE) di adottare un piano di gestione dell?ambiente urbano che stabilisca gli obiettivi da conseguire per dar vita ad un ambiente urbano sostenibile, e di introdurre un apposito sistema di gestione ambientale per assicurare l?esecuzione del piano. A tal fine la Commissione ritiene che possano essere stabiliti specifici obblighi a livello comunitario.
La comunicazione prospetta una serie di azioni in quattro settori prioritari di intervento tra cui la gestione urbana sostenibile e il trasporto urbano sostenibile.
Al fine di realizzare le priorità prefissate, la Commissione intende: identificare una serie di indicatori fondamentali in materia di trasporto urbano sostenibile; proseguire le proprie attività promozionali, quali la giornata europea senza auto e la settimana della mobilità; valutare la necessità di orientamento e formazione sulle tematiche relative al trasporto urbano sostenibile e il contributo di nuovi metodi di lavoro, come il telelavoro.
La comunicazione ricorda, infine, che, nell?ambito del libro bianco sui trasporti (COM(2001)370), la Commissione ha preannunciato la presentazione di una proposta di direttiva riguardante gli appalti per l?acquisizione di autoveicoli a basso consumo energetico e a basso livello di emissioni da parte delle amministrazioni pubbliche (vedi infra il paragrafo ?Altre iniziative?)
 
La strategia tematica per l?ambiente urbano è stata successivamente delineata dalla Commissione con una comunicazione dell?11 gennaio 2006 (COM(2005)718).
Partendo dalla considerazione che lo stato dell?ambiente urbano europeo desta sempre maggiori preoccupazioni e riconoscendo l?importanza delle aree urbane al fine di attrarre investimenti e lavoro, importanti per contribuire alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona, la Commissione propone una serie di misure da attuare in stretta cooperazione con le autorità locali il cui ruolo è considerato decisivo ai fini del miglioramento dell?ambiente urbano. Le misure proposte comprendono:
       l?adozione di orientamenti sulla gestione integrata dell?ambiente urbano e sull?elaborazione di piani per il trasporto urbano sostenibile;
       la promozione di attività di formazione al fine di sviluppare le competenze necessarie per gestire l?ambiente urbano e di incoraggiare la collaborazione e l?apprendimento reciproco tra le autorità locali;
       l?elaborazione di un nuovo programma europeo per lo scambio di esperienze e conoscenze sui problemi dell?ambiente urbano;
       l?istituzione di un portale Internet della Commissione destinato alle autorità locali.
La comunicazione prevede che gli Stati membri, le autorità locali e regionali nonché le parti interessate comunichino il proprio parere sull?impatto delle misure proposte ad intervalli regolari e, successivamente, in occasione di un ampio processo di consultazione nel 2009. Tali pareri, unitamente ai dati disponibili sulle prestazioni ambientali a livello urbano, saranno esaminati nel 2010 nel quadro del sesto programma di azione in materia ambientale, anche al fine di valutare l?opportunità di ulteriori interventi.
Il 27 giugno 2006 il Consiglio ha adottato conclusioni sulla strategia sull?ambiente urbano, in cui tra l?altro: chiede agli Stati membri di intensificare gli sforzi per far sì che le città possano raggiungere un’elevata qualità urbana a livello ambientale e sanitario, e di tenere presenti le possibilità offerte dai quadri strategici nazionali di riferimento (definiti nell?ambito della politica di coesione) per affrontare i problemi dell’ambiente urbano, come pure le opportunità nell’ambito del regolamento e dei fondi LIFE+[56]; incoraggia la Commissione a fornire orientamenti su come gli Stati membri possano utilizzare tali fondi per integrare il rinnovamento urbano nei loro piani nazionali, prevedendo meccanismi innovativi e flessibili; invita l’Unione europea, gli Stati membri e le loro città, nell’ambito delle rispettive competenze, a migliorare la qualità della vita nelle città e nelle aree urbane attraverso la promozione e l’attuazione della gestione ambientale integrata.
Il 26 settembre 2006 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla strategia sull?ambiente urbano nella quale, fra l?altro, raccomanda di migliorare in via generale la qualità della vita nei centri delle città attraverso una strategia globale, soprattutto a carattere sociale, culturale ed ecologico.
Trasporto urbano
Le questioni connesse al trasporto urbano sono affrontate nell?ambito di una comunicazione del 22 giugno 2006dal titolo ?Mantenere l?Europa in movimento: una mobilità sostenibile per il nostro continente? (COM(2006)314), intesa ad effettuare un esame intermedio delle misure contenute nel libro bianco del 2001 sulla politica comune dei trasporti (COM(2001)370).
La Commissione traccia un quadro della situazione attuale nel settore del trasporto urbano dal quale risulta, tra l?altro, che i trasporti urbani producono il 40% delle emissioni globali di CO2 generate dal trasporto stradale e che tale modalità di trasporto è confrontata a notevoli problemi in termini di sicurezza e di congestione. In tale contesto sisottolinea l?importanza di assicurare un livello elevato di mobilità per i cittadini e le imprese in tutta l?UE: la mobilità costituisce, infatti, non soltanto un diritto fondamentale, ma anche una componente essenziale per promuovere la competitività dell?industria e dei servizi europei. La Commissione precisa, tuttavia, che è necessario, ricorrendo ad un?ampia gamma di strumenti politici, dissociare la mobilità dalle conseguenze negative da essa prodotte quali la congestione, l?inquinamento e gli incidenti. Fra le possibili opzioni, la Commissione considera di primaria importanza la promozione della co-modalità, vale a dire l?uso efficiente dei vari modi di trasporto singolarmente o in combinazione tra di loro al fine di favorire un consumo ottimale e sostenibile delle risorse
La comunicazionesottolinea che spetta alle singole città, e non all?Unione europea, promuovere iniziative al fine di dare soluzione a questi problemi, e ricorda a tale proposito l?esperienza positiva di alcune città quali Atene, Londra e Stoccolma che hanno adottato politiche per una mobilità sostenibile basate essenzialmente sulla promozione di modalità di trasporto alternative al trasporto in auto. L?UE, dal canto suo, continua ad adoperarsi al fine di promuovere gli studi e lo scambio delle migliori prassi a livello comunitario in settori quali le infrastrutture di trasporto, la regolamentazione, la gestione della congestione e del traffico, i servizi pubblici di trasporto, la tassazione delle infrastrutture, la pianificazione urbana, la sicurezza, la protezione e la cooperazione con le regioni limitrofe. Dato il grande interesse emerso in occasione di alcune consultazioni in relazione alla necessità che l?UE dia il proprio contributo in questo settore, la Commissione si impegna a sfruttare l?esperienza maturata nell?ambito dell?iniziativa CIVITAS[57] e della strategia tematica sull?ambiente urbano e a promuovere la ricerca sulla mobilità urbana. La Commissione ritiene, inoltre, che sia necessario valutare se esistono ostacoli alla politica in materia di trasporto urbano a livello comunitario ed individuare le situazioni in cui esiste un consenso favorevole allo sviluppo di soluzioni congiunte, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà.
La comunicazione sottolinea, infine, l?esigenza di procedere ad investimenti nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico e sviluppare programmi congiunti di ricerca nel settore dei trasporti e dell?energia, con particolare riferimento ai veicoli intelligenti ed ecologici.
 
Gli aspetti urbani sono affrontati altresì nell?ambito della politica di coesione la cui disciplina è contenuta nei regolamenti relativi ai fondi strutturalinel periodo di programmazione 2007-2013[58]. I regolamenti stabiliscono, in particolare, la concentrazione degli interventi strutturali su tre nuovi obiettivi: convergenza, competitività ed occupazione regionale e cooperazione territoriale.
In questo nuovo quadro legislativo, il campo di intervento delle iniziative comunitarie relative al periodo 2000-2006, tra cui URBAN[59] sarà integrato nelle priorità dei suddetti nuovi obiettivi. In particolare il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), riserverà una particolare attenzione alle specificità territoriali delle zone urbane, soprattutto quelle relative alle cittadine di medie dimensioni il cui ruolo nel promuovere lo sviluppo regionale sarà valorizzato mediante aiuti alla riqualificazione urbana.
Il 18 agosto 2006, il Consiglio ha adottato una decisione sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione[60], che con riferimento alle zone urbane, prevedono interventi intesi a potenziare le infrastrutture di trasporto, segnatamente gli investimenti nei collegamenti secondari nell?ambito di una strategia regionale integrata per i trasporti e le comunicazioni nelle zone urbane e rurali, e nella promozione di reti di trasporto sostenibili dal punto di vista ambientale. Al fine di completare i suddetti orientamenti strategici, il 13 luglio 2006, la Commissione ha adottato la comunicazione ?La politica di coesione e le città: il contributo delle città e degli agglomerati urbani alla crescita e all?occupazione all?interno delle regioni? (COM(2006)385). Il documento propone l?elaborazione di un approccio integrato che deve agire non soltanto a favore della crescita e dell?occupazione, ma anche perseguire obiettivi sociali ed ambientali. Tale approccio mira ad agire su alcuni aspetti specifici della dimensione urbana e, in particolare, a rafforzare l?attrattiva delle città,facendo leva, tra l?altro, su trasporti, accessibilità e mobilità.
Sulla base degli orientamenti strategici gli Stati membri, tra cui l?Italia, stanno definendo, di concerto con la Commissione, i quadri strategici nazionali per la coesione relativi al 2007-2013, che disegnano la cornice nel cui ambito aranno elaborati i programmi operativi nazionali e regionali, recanti gli interventi e le misure concrete.
 
Tra le iniziative strategiche intese a migliorare la qualità della vita in Europa previste nel programma legislativo e di lavoro della Commissione per il 2007, figura l?adozione, presumibilmente nel mese di settembre 2007, di un libro verde sul trasporto urbano per valutare i possibili benefici derivanti da una politica europea del trasporto urbano ed individuare i problemi, le sfide, eventuali nuove azioni e responsabilità, attraverso le quali l?UE potrà migliorare i trasporti urbani. Il libro verde è attualmente sottoposto ad un processo di consultazione che si concluderà il 30 aprile 2007.
Altre iniziative
Sono attualmente all?esame delle istituzioni europee una serie di iniziative, anche di natura non legislativa, volte a promuovere la produzione di veicoli ecocompatibili al fine di ridurre l?impatto dei trasporti sull?ambiente e di favorire al contempo il raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di efficienza energetica e di lotta ai cambiamenti climatici.
Fra tali documenti figurano:
       un piano d’azione in materia di efficienza energetica (COM(2006)545) del 19 ottobre 2006 inteso a delineare un quadro coerente per conseguire l?obiettivo di risparmiare, entro il 2020, il 20% del consumo primario di energia nell?Unione europea. Considerato che il settore dei trasporti figura tra quelliche presentano il maggiore potenziale di risparmio energetico, il piano propone un approccio organico e coerente rivolto a tutte le parti interessate, fra cui i produttori di motori e pneumatici, i conducenti, i fornitori di petrolio e combustibili e i responsabili della pianificazione infrastrutturale, allo scopo di: garantire l?efficienza energetica dei veicoli; sviluppare un mercato dei veicoli ecologici; migliorare l?efficienza dei sistemi di trasporto su strada, ferroviari, marittimi ed aerei; sviluppare la co-modalità, vale a dire l?uso efficiente di diverse modalità di trasporto, che operano singolarmente o in combinazione.
       In questo contesto il piano propone quali azioni prioritarie: l?elaborazione di norme atte a garantire che l?obiettivo di portare le emissioni dei veicoli a 120 g. CO2/km sia conseguito entro il 2012 (vedi infra) nonché il potenziamento dei requisiti comunitari in materia di etichettatura delle autovetture, quali ad esempio il risparmio di carburante. Il piano d?azione contiene anche l?impegno della Commissione ad adottare un libro verde sul trasporto urbano (vedi supra), nel quale si prospettino una serie di soluzioni quali, ad esempio, l?imposizione di tasse per l?uso delle infrastrutture e sulla congestione delle strade nonché nuove metodologie per incoraggiare l?uso dei trasporti pubblici, il car-sharing, l?uso di modi di trasporto non motorizzati e il telelavoro nelle città europee;
       una comunicazione del 10 gennaio 2007 relativa ad una roadmap per le energie rinnovabili (COM(2006)848), che espone una visione a lungo termine per le fonti energetiche rinnovabili nell’UE. La comunicazione annovera tra i settori interessati i biocarburanti, stimando che entro il 2020 essi potrebbero costituire fino al 14% dei carburanti destinati ai trasporti. Essa sostiene la necessità che per i biocarburanti l’obiettivo minimo giuridicamente vincolante sia fissato, per il 2020, al 10% del consumo totale di benzina e di gasolio per il trasporto;
       una comunicazione del 7 febbraio 2007 dal titolo ?Un quadro normativo competitivo nelsettore automobilisticoper il XXI secolo ? Posizione della Commissione sulla relazione finale del gruppo ad alto livello CARS 21[61]? (COM(2007)22), intesa a delineare la futura politica europea in campo automobilistico. Per quanto riguarda le iniziative volte a definire un trasporto su strada sostenibile per l?ambiente, la Commissione propone un approccio integrato volto, tra l?altro, alla riduzione delle emissioni inquinanti e delle emissioni di CO2 del settore dei trasporti stradali, al fine di raggiungere l?obiettivo comunitario di 120 g/km di CO2 entro il 2012[62].A tal fine, si prospetta una combinazione di interventi volti a definire un quadro legislativo incentrato su riduzioni obbligatorie delle emissioni di CO2 fino a 130 g/km per il nuovo parco automobilistico, grazie al miglioramento della tecnologia dei motori per autoveicoli, nonché un?ulteriore riduzione di 10 g/km di CO2 tramite altri miglioramenti tecnologici e un maggiore uso dei biocarburanti. Tali miglioramenti dovrebbero riguardare, tra l?altro, anche l?efficienza degli impianti di condizionamento e degli pneumatici. La strategia dell?UE volta a ridurre le emissioni di CO2 dovrebbe, infine, incoraggiare ulteriori sforzi da parte di altri comparti del trasporto stradale, fra cui i veicoli commerciali pesanti, da parte degli Stati membri (tassazione connessa alle emissioni di CO2 e altri incentivi fiscali, gli appalti pubblici, la gestione del traffico, le infrastrutture, ecc.), e da parte dei consumatori (comportamenti di guida responsabili, scelte di acquisto informate);
       una proposta di direttiva del 21 dicembre 2005 relativa alla promozione di veicoli puliti nel trasporto stradale (COM(2005)634). La proposta fissa l’obbligo a carico degli enti pubblici (autorità statali, regionali e locali, organismi di diritto pubblico, imprese pubbliche e operatori vincolati da contratti con enti pubblici per la fornitura di servizi di trasporto) di acquistare o prendere in leasing,ogni anno, ?veicoli ecologici migliorati?[63] per una quota pari ad almeno il 25% di mezzi pesanti superiori a 3,5 tonnellate, come autobus o camion per la raccolta dei rifiuti. E’ fatta salva la possibilità per gli Stati membri di incoraggiare l’acquisto di veicoli più rispettosi dell’ambiente anche per altre categorie di peso inferiore a 3,5 tonnellate, privilegiando le più recenti norme Euro sulle emissioni inquinanti definite nella direttiva 70/220/CEE e, per quanto riguarda le auto private, di veicoli le cui emissioni di CO2 non superino i 120g/Km.
       Gli Stati membri sono tenuti a trasmettere ogni anno alla Commissione una relazione al fine di fornire informazioni statistiche sui veicoli ecologici acquistati o presi in leasing. Sulla base di queste informazioni, la Commissione elaborerà a sua volta una relazione sull’applicazione della direttiva, valutando, eventualmente, l’opportunità di estendere l’obbligo di acquisto di veicoli ecologici anche ad altre categorie di veicoli.
     La proposta, che segue la procedura di codecisione, dovrebbe essere esaminata dal   Parlamento europeo in prima lettura il 19 giugno 2007;
       una proposta di direttiva del 31 gennaio 2007 concernente la qualità dei carburanti (COM(2007)18) al fine di modificare, aggiornandola, la direttiva 98/70/CE sulla qualità di benzina e gasolio, con l’obiettivo di rendere i carburanti più puliti ed incoraggiare lo sviluppodi carburanti a bassa emissione di CO2 e di altri gas ad effetto serra, con ridotta presenza percentuale di zolfo nonché dei biocarburanti di seconda generazione.
La proposta, che segue la procedura di codecisione, sarà trasmessa prossimamente al Parlamento europeo e al Consiglio.
L?iniziativa comunitaria volta a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri si inserisce tra le iniziative strategiche del programma di lavoro della Commissione per il 2007 che considera prioritario, in particolare, il miglioramento della normativa inerente le emissioni dei veicoli a motore, nell?ottica di un più elevato livello di tutela ambientale.
A questo fine il programma individua, quali iniziative prioritarie, una proposta di regolamento relativa ai veicoli a motore che utilizzano idrogeno liquido o compresso gassoso ed una proposta di regolamento sull?omologazione dei motori e veicoli pesanti per quanto riguarda le loro emissioni (cosiddetta ?proposta Euro VI?), che dovrebbero essere presentate entro settembre 2007.
Si segnala, infine, che il 14 febbraio 2007 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sui cambiamenti climatici che sottolinea l’urgenza di prendere iniziative concrete ed immediate a livello mondiale per affrontare i cambiamenti climatici.
Il PE condivide l?obiettivo della Commissione di riduzione, entro il 2020, del 30% le emissioni di gas ad effetto serra, sollecitando la promozione dell’efficienza energetica e un ricorso crescente alle fonti rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti. Nel sottolineare che nel settore dei trasporti si sta registrando il più elevato aumento dei consumi energetici e che il trasporto su strada contribuisce per circa il 25% alle emissioni comunitarie di CO2, il PE chiede lo sviluppo di trasporti pubblici più integrati ed ecologici che rispettino l’ambiente e misure vincolanti per tale settore affinché consegua entro il 2020 riduzioni delle emissioni equivalenti a quelle degli altri settori.
 

Richiami legislativi per comprendere art.11

6 Giugno 2007 Commenti chiusi

Legge 4 agosto 2006, n. 248
“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’ interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11 agosto 2006 – Supplemento Ordinario n. 183

Art. 6.
Interventi per il potenziamento del servizio di taxi
1. Al fine di assicurare per il servizio di taxi il tempestivo adeguamento dei livelli essenziali di offerta del servizio taxi necessari all’esercizio del diritto degli utenti alla mobilità, in conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonche’ la funzionalità e l’efficienza del medesimo servizio adeguati ai fini della mobilità urbana ai sensi degli articoli 43, 49, 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità europea e degli articoli 3, 11, 16, 32, 41 e 117, comma secondo, lettere e) e m), della Costituzione, i comuni, sentite le commissioni consultive di cui all’articolo 4, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21, ove funzionanti, o analogo organo partecipativo, possono:
    a) disporre turnazioni integrative in aggiunta a quelle ordinarie, individuando idonee forme di controllo sistematico circa l’effettivo svolgimento del servizio nei turni dichiarati. Per l’espletamento del servizio integrativo di cui alla presente lettera, i titolari di licenza si avvalgono, in deroga alla disciplina di cui all’articolo 10 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, di sostituti alla guida in possesso dei requisiti stabiliti all’articolo 6 della medesima legge. I sostituti alla guida devono espletare l’attività in conformità alla vigente normativa ed il titolo di lavoro deve essere trasmesso al comune almeno il giorno precedente all’avvio del servizio;
    b) bandire concorsi straordinari in conformità alla vigente programmazione numerica, ovvero in deroga ove la programmazione numerica manchi o non sia ritenuta idonea dal comune ad assicurare un livello di offerta adeguato, per il rilascio, a titolo gratuito o a titolo oneroso, di nuove licenze da assegnare ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 6 della citata legge n. 21 del 1992, fissando, in caso di titolo oneroso, il relativo importo ed individuando, in caso di eccedenza delle domande, uno o più criteri selettivi di valutazione automatica o immediata, che assicurino la conclusione della procedura in tempi celeri. I proventi derivanti sono ripartiti in misura non inferiore all’80 per cento tra i titolari di licenza di taxi del medesimo comune; la restante parte degli introiti può essere utilizzata dal comune per il finanziamento di iniziative volte al controllo e al miglioramento della qualità degli autoservizi pubblici non di linea e alla sicurezza dei conducenti e dei passeggeri, anche mediante l’impiego di tecnologie satellitari;
    c) prevedere il rilascio ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dall’articolo 6 della citata legge n. 21 del 1992, e in prevalenza ai soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della medesima legge, di titoli autorizzatori temporanei o stagionali, non cedibili, per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell’utenza;
    d) prevedere in via sperimentale l’attribuzione, prevalentemente a favore di soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992, della possibilità di utilizzare veicoli sostitutivi ed aggiuntivi per l’espletamento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. In tal caso, l’attività dei sostituti alla guida deve svolgersi secondo quanto previsto dalla lettera a);
    e) prevedere in via sperimentale forme innovative di servizio all’utenza, con obblighi di servizio e tariffe differenziati, rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza del servizio di taxi o ai soggetti di cui all’articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della citata legge n. 21 del 1992;
    f) prevedere la possibilità degli utenti di avvalersi di tariffe predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti;
    g) istituire un comitato permanente di monitoraggio del servizio di taxi al fine di favorire la regolarità e l’efficienza dell’espletamento del servizio e di orientare costantemente le modalità di svolgimento del servizio stesso alla domanda effettiva, composto da funzionari comunali competenti in materia di mobilità e di trasporto pubblico e da rappresentanti delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, degli operatori di radiotaxi e delle associazioni degli utenti.
2. Sono fatti salvi il conferimento di nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica e il divieto di cumulo di più licenze al medesimo intestatario, ai sensi della legge 15 gennaio 1992, n. 21, e della disciplina adottata dalle regioni.

Articolo 11

6 Giugno 2007 Commenti chiusi

TESTO
votato in aula
5 giugno 2007
bozza provvisoria

Art. 11.
(Misure in materia di trasporto innovativo).
1. Gli enti locali, ai fini dell’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, e allo scopo di promuovere la funzionale crescita e l’innovazione del settore del trasporto locale, possono prevedere il rilascio di autorizzazioni in favore dei soggetti individuati alle lettere d) ed e) del comma 1 dell’articolo 6 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.per prestazioni di servizi di trasporto innovativo. Per trasporto pubblico locale innovativo si intende la diffusione di servizi collettivi e condivisi diretti a specifiche categorie d’utenti, con obblighi di servizio e tariffe differenziate. I comuni possono favorire: l’alternativa all’automobile con l’utilizzo di mezzi pubblici ecologici, la sostituzione, con incentivi, dei veicoli per servizio ad uso multiplo con mezzi ecologici, il trasporto per categorie disagiate, la condivisione dei veicoli ecologici.
      2. I comuni possono favorire la diffusione del trasporto pubblico locale innovativo mediante l’incentivazione dei servizi di cui al comma 1 attraverso l’utilizzo di veicoli ecologici.
      3. Entro quaranta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dei trasporti con proprio decreto, da emanare previa intesa in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, individua le specifiche categorie di utenti alle quali si rivolgono i servizi di trasporto innovativo e fissa i requisiti di ordine generale e di idoneità professionale cui devono rispondere i prestatori dei servizi medesimi.
      4. I comuni, sentite le associazioni di rappresentanza degli utenti e degli operatori del settore, predispongono una carta dei servizi dei trasporti innovativi, concernente le prestazioni dei servizi di cui al comma 1 e recante, tra l’altro, la disciplina tecnica relativa:
          a) all’elencazione dei servizi offerti, alle specifiche categorie di utenza alle quali si rivolgono ed alla tipologia dei veicoli da utilizzare;
          b) agli obblighi di servizio, all’individuazione di tariffe differenziate per l’utenza con particolare riferimento a fasce orarie di prestazione e alle relative formule di pagamento e abbonamento;
          c) alle modalità di prenotazione del servizio, di raccolta e smistamento delle richieste mediante call center, rete internet e telefonia mobile;
          d) alle modalità di rendicontazione e di fatturazione del servizio;
          e) ad ogni altro elemento ritenuto utile per il miglioramento dei livelli qualitativi del servizio.
          f) alle condizioni contrattuali, quali orario di lavoro, compenso minimo, competenze, che devono avere i conducenti dei mezzi.
      5. I prestatori del servizio di trasporto pubblico locale innovativo sono tenuti all’osservanza delle prescrizioni adottate dal comune nella carta dei servizi di trasporto pubblico locale innovativo di cui al comma 4. Nel caso di violazione delle prescrizioni stesse, gli enti locali possono prevedere sanzioni amministrative che vanno dalla semplice sanzione pecuniaria alla revoca dell’autorizzazione.
      6. L’adozione delle misure di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo costituisce titolo preferenziale per i comuni ai fini dell’accesso ai finanziamenti di cui all’articolo 1, commi 1031 e 1032, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

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Roma 31 maggio 2007 – Comunicato stampa della Camera dei Deputati:

2 Giugno 2007 1 commento

“Le organizzazioni sindacali dei tassisti, si sono incontrate nella giornata odierna con il Relatore, on. Andrea Lulli e il Sottosegretario Filippo Bubbico per verificare e approfondire le problematiche connesse all’interpretazione degli artt. 8 e 11 del diseggno di legge 2272-bis-A concernente “Misure per il cittadino consumatore…” .

Nel corso dell’ incontro sono state chiarite le questioni che avevano suscitato preoccupazione e allarme nella categoria, convenendo sull’ univoca interpretazione dell’ art. 8 che non investe problematiche attinenti alla categoria e sull’art. 11 in riferimento alla locuzione “azienda” .

A tale riguardo, il relatore si è riservato di procedere, nel corso dell’ iter parlamentare, alla eliminazione della frase contenente delle “aziende”

Riferimenti: Link del documento originale

articolo del messaggero

2 Giugno 2007 Commenti chiusi

Roma 31 maggio 2007 – Incontro alla Camera, i tassisti cantano vittoria: «Abbiamo portato a casa un risultato e siamo soddisfatti». Lo ha annunciato in serata il presidente dell’Uritaxi, Loreno Bittarelli, dal camioncino fermo in piazza Santi Apostoli, parlando ai tassisti che oggi hanno manifestato a Roma. Bittarelli, insieme ad altri rappresentanti sindacali, [...] ha parlato ai colleghi dopo l’incontro avvenuto alla Camera dei deputati, durante il quale i rappresentanti di categoria hanno presentato un documento con le proprie richieste.
«Il relatore del ddl – ha spiegato Bittarelli – per quanto riguarda l’articolo 11 si è riservato di procedere, nel corso dell’iter parlamentare, all’eliminazione della frase che consentiva l’ingresso delle aziende all’interno del nostro settore. Questo è un risultato. In più, è stato chiarito definitivamente che il contenuto della lettera B dell’articolo 8 riguarderà soltanto le infrastrutture, e non gli operatori del trasporto pubblico locale». Le parole di Bittarelli sono state accolte da grande entusiasmo dei tassisti presenti, che hanno poi lasciato piazza Santi Apostoli. Già durante l’incontro tra le organizzazioni dei taxi e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico, Bittare lli aveva preannunciato «la condivisione di un documento» soddisfacente per la categoria.

e ancora foto..

1 Giugno 2007 Commenti chiusi
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1 Giugno 2007 Commenti chiusi


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1 Giugno 2007 Commenti chiusi


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