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Archivio Aprile 2007

TAXI: URITAXI, 8 MAGGIO TAXI FERMI 24 ORE IN TUTTA ITALIA

20 Aprile 2007 Commenti chiusi

COMUNICATO STAMPA

Roma, 20 aprile 2007

È terminata poco fa a Roma la riunione organizzata da Uritaxi alla quale sono hanno partecipato tutte sigle delle rappresentanze nazionali della categoria dei Tassisti. L?unica sigla assente è stata UNA TAXI.
Tutte le altre sigle, URITAXI, UNCI, CIISA, AIT, UGL, FAST CONFSAL, FAST TAXITALIA, CISAL, insieme al Coordinamento TAXI ITALIANO hanno deciso di indire un fermo nazionale dei taxi di 24 per il prossimo 8 maggio.

Tra i principali motivi alla base della protesta c?è la mancata volontà da parte del Governo di accogliere le loro richieste di stralcio dell?articolo 7 del disegno di legge 2272 e di compensare la riduzione degli sconti sulle accise sul costo dei carburanti, a seguito delle decisioni dell?Unione Europea che determinerebbe un aggravio dei costi a carico degli operatori tassisti.

Al termine dell?incontro, Loreno Bittarelli, presidente di Uritaxi, dichiara: ?Oggi è stata per noi una giornata molto importante perché, sono stati vanificati i tentativi messi in atto in questi ultimi giorni per dividere il fronte sindacale e siamo invece riusciti a dimostrare che la quasi totalità dei rappresentanti dei tassisti è unita nello scongiurare l?industrializzazione e il degrado del settore taxi e di tutto il trasporto pubblico non di linea.

Ci auguriamo ? conclude Bittarelli ? che questo sodalizio, che oggi ha portato a un importante risultato, possa proseguire anche in futuro su molti altri argomenti di interesse della nostra categoria che, contrariamente a quanto si vorrebbe far credere, è sempre disponibile a dialogare con tutti per apportare un continuo miglioramento del servizio in favore dell?utenza?.
Alla protesta è prevista una forte adesione parte dei tassisti di tutto il territorio nazionale.

Loreno Bittarelli
Riferimenti: www.uritaxi.it

ANALISI TAXI BANKITALIA: PERCHE’ UNA CONTROANALISI?

14 Aprile 2007 Commenti chiusi

A poco più di un mese dalla pubblicazione dell’ analisi al recente dibattito sulla liberalizzazione del servizio di taxi, dopo perlessità e interrogazioni sulla coerenza dei dati esposti, non sono mai venute meno le domande:
1- “ma perchè la Banca d’ Italia si interessa di taxi?”
2- “chi preme in quella direzione?”
Ancora una volta emerge il problema della manipolazione dell’ informazione. Fra due dati comunque veritieri è sempre più conveniente esporre quello che suscita più sensazione al primo impatto (non è forse vero che che un oggetto che costa euro 9.99 dà l’impressione di costare molto meno di uno simile che ne costa invece 10.00?) Per imporre una idea non è importante che appaia veritiera, ma basta che venga riproposta ripetutamente e senza tregua attraverso differenti canali (…) Nell’Occasional Paper n. 5 di febbraio BankItalia ha ancora una volta dato prova della sua strumentalità ai poteri forti. Il documento, infatti, è tornato utile ai mass media per denunciare la timidezza della riforma Bersani nel settore dei taxi e del noleggio con conducente (n.c.c.). Com’è tipico della maggior parte dei rapporti utilizzati dalle lobbies che controllano i mass media, lo studio gioca sull’effetto emozionale del lettore, denunciando (apparenti) maggiori costi ed (apparenti) inefficienze di servizio (…)
Saluti a tutti.

Riferimenti: http://www.taxistory.net

L’articolo della rivista in formato pdf

3 Aprile 2007 Commenti chiusi

L’articolo della rivista altro consumo
Riferimenti: http://www.altroconsumo.it/images/14/143743_Attach.pdf

Taxi: una corsa ad ostacoli. Inchiesta Altroconsumo in 10 citta’

3 Aprile 2007 Commenti chiusi

Il numero dei taxi a disposizione in dieci grandi città italiane spesso non è sufficiente a rispondere alla domanda dell’utenza. Purtroppo non si vede alcun beneficio concreto dalla riforma sulla liberalizzazione del settore.
E’ quanto ha riscontrato Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, con un’inchiesta sul servizio taxi condotta a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino.
L’efficienza del servizio è stata fotografata nei principali parcheggi di stazioni e aeroporti, misurando i tempi morti, quando nessuna vettura era disponibile, la reperibilità delle auto, anche attraverso i radio taxi, la trasparenza e la correttezza dei comportamenti del tassista, anche nell’applicazione di supplementi e tariffe, con tragitti in ore di punta.

Qualche cifra significativa, come la somma dei tempi morti rilevati ai parcheggi, con persone in attesa ma nessun taxi a disposizione. Nell’arco delle sei ore monitorate, a Bologna si arriva a 82 minuti, a Firenze 78, a Milano 70, a Roma 60. Un indicatore che esprime l’attesa causata dall’assenza di taxi, cioè una criticità strutturale del servizio, e non dalle code fisiologiche dovute all’arrivo di uno o più treni o aerei, elemento casuale.

Dolenti note sul tassametro in partenza, con la prenotazione del taxi: il 44% delle auto (19 su 45) è arrivato con un anticipo maggiore di cinque minuti, con tassametro in azione. Servizio da bocciare a Roma e Cagliari, dove complessivamente è accaduto 9 volte su 10. A Firenze la forbice del tassametro va da 2,74 euro fino a un massimo di 9,64 euro!

Sono state riscontrate violazioni e scorrettezze soprattutto a Bari, dove 20 taxi su 23 non avevano il tariffario esposto e in un caso il tassametro non era in vista. A Bologna palma della trasparenza: nessun episodio di scarsa informazione sulle tariffe. Nel complesso, il 30% dei tragitti sono stati compiuti con tassametro poco evidente o tariffario non esposto al passeggero

Il 5% dei conducenti (su un totale di 218), più spesso a Firenze e Milano, parla al telefono senza auricolare o vivavoce, infrangendo una norma di sicurezza alla guida.

L’inchiesta nella sua versione integrale è disponibile sul sito dell’associazione: www.altroconsumo.it

Come sanare il divario tra domanda e offerta del servizio? Per Altroconsumo è necessario un ampliamento del servizio, senza che ciò comporti un aumento delle tariffe, già oggi accessibili a pochi. La distanza del servizio dalla cittadinanza è evidente, e ciò non succede in altre città d’Europa: mentre a Roma il rapporto è di 2,1 vetture per mille abitanti, a Milano l’1,6, contro il 9,9 di Barcellona o l’8,3 di Londra.