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Archivio Luglio 2006

A Roma 2500 taxi in più. Siglato accordo con il Comune

25 Luglio 2006 Commenti chiusi

ROMA – Accordo raggiunto a Roma tra i tassisti e il Comune: dopo quattro ore di trattativa, è stata firmata nella tarda serata di ieri l’intesa per dare applicazione al decreto Bersani. In circolazione ci saranno 2.500 taxi in più al giorno, ai quali si aggiungeranno le 450 nuove licenze già previste in base ad accordi precedenti.

“Attraverso la rimodulazione dei turni – ha spiegato il sindaco Walter Veltroni – e il prolungamento dell’orario di servizio, grazie ai collaboratori familiari e ai dipendenti, come prevede il decreto Bersani, avremo in strada mille taxi in più la mattina, dalle 8 alle 12 o dalle 9 alle 13; mille il pomeriggio, dalle 16 alle 20 o alle 21; e cinquecento la notte”.

Di conseguenza il parco taxi nella capitale, dove la situazione era piuttosto problematica per la carenza di auto, aumenta di oltre il 40 per cento: un incremento che “sarà seguito con un monitoraggio costante sulla reale applicazione dell’accordo, forse attraverso sistemi di rilevazione satellitare”. L’accordo entrerà in vigore dalla seconda metà di settembre.

Le 450 nuove licenze saranno introdotte con questa scadenza: 100 entro luglio, altre 200 a settembre e 150 entro l’anno.

Un ulteriore traguardo raggiunto dal sindaco Veltroni nella trattativa con i tassisti è poi “la fissazione della tariffa dagli aeroporti di Fiumicino e Ciampino fino alle Mura Aureliane (n.d.r. fino all’ingresso del centro storico), per far sì che il cittadino abbia la certezza della tariffa, cosa che aumenterà la domanda”.

“Ci sarà inoltre – ha aggiunto il sindaco di Roma – un servizio specifico dalla stazione Termini alle Mura Aureliane; da lì infatti ci sarà una specie di navetta che effettuerà, avanti e indietro, un servizio costante con circa 100-150 macchine per rispondere alla domanda degli utenti. Inoltre in occasione dei grandi eventi verranno ‘sciolti i turni’ per far sì che ci siano maggiori vetture in giro per la città. Saranno anche rafforzati i corridoi della mobilità, proteggendo le corsie preferenziali”.

L’accordo è stato accolto con molto entusiasmo dal ministro per lo Sviluppo, Pierluigi Bersani: “Non avevo dubbi che i fatti avrebbero dimostrato che le tante parole dette quel giorno (quando ci fu l’accordo con i tassisti, ndr) non erano parole ben meditate”. “Complimenti al sindaco – ha aggiunto Bersani – e al Comune di Roma”.

(25 luglio 2006)

Taxi: Raggiunto Accordo; Bersani,e’ Stato Buon Pareggio

20 Luglio 2006 1 commento

ROMA, 17 lug – Dopo due settimane di trattativa scandita da proteste, blocchi stradali e tavoli tecnici al ministero per lo Sviluppo economico, la vertenza taxi si è chiusa. L’accordo c’é. Il ministro Pierluigi Bersani parla di un “pareggio che mi soddisfa molto”, per sintetizzare l’esito del confronto.
I tassisti e i loro rappresentanti sindacali si spingono un passo oltre e inneggiano alla vittoria, con festeggiamenti che sono iniziati sotto il ministero per poi trasferirsi a Piazza Ss.Apostoli, trasformata per un giorno in quartier generale dei gestori delle auto bianche, e proseguiti poi con caroselli di macchine nel centro di Roma.
Nella sostanza, i primi sindacalisti che oggi hanno lasciato il ministero per unirsi ai colleghi che li attendevano in strada, da Carlo Bologna dell’ Ait a Loreno Bittarelli dell’ Uri, non hanno nascosto la propria soddisfazione. “Il cumulo delle licenze è scomparso – hanno detto – la doppia targa, cioé il fatto che a una licenza potessero fare capo due taxi, pure. Sono state accolte le nostre proposte”. Le spiegazioni che al termine della trattativa odierna ha offerto lo stesso ministro Bersani chiariscono meglio il quadro: attraverso l’emendamento che il governo presenterà sul pacchetto competitività, “si offre ai Comuni – ha detto Bersani – un menù di soluzioni che si possono adattare alle diverse realtà”. Con le modifiche al testo viene introdotto un ampliamento dei turni giornalieri dei tassisti sotto il controllo dei Comuni, che potranno servirsi anche di sistemi satellitari. Nelle situazioni in cui la programmazione ordinaria dei Comuni stessi è insufficiente o non idonea, e quindi non garantisce un buon livello di servizio, le amministrazioni comunali potranno affidare bandi straordinari, sia in forma gratuita che onerosa. In quest’ultimo caso l’80% degli introiti andrà al tassista, il 20% all’ ente locale per potenziare il servizio taxi. Così il governo non ha rinunciato, di fatto, a uno degli obiettivi che si era posto col decreto: offrire la possibilità di aumentare, dove ce ne fosse la necessità, il numero dei taxi. Riguardo alla doppia targa, su cui negli ultimi giorni si era inasprito il confronto, l’emendamento che Bersani appronterà prevede un’adozione solo entro limiti sperimentali, per particolari utenze (come i disabili) e in prevalenza in consorzi e cooperative. Scattano anche i servizi a chiamata in accordo con scuole o hotel e le tariffe a forfait predeterminate dai Comuni su specifiche tratte.
“Il documento su cui abbiamo trovato un’intesa – precisa Bersani – si avvale in alcune parti delle proposte formulate dai tassisti, in altre non trova il consenso pieno degli operatori, perché lì abbiamo giudicato i loro suggerimenti insufficienti.
Se le novità andranno in porto, mi impegno a fare una verifica a sei mesi dall’ entrata in vigore del provvedimento”.
Evidentemente, però, il grado d’intesa raggiunto questa sera ha soddisfatto i rappresentanti sindacali, che hanno comunicato con grande ottimismo quale fosse stato l’esito del confronto al ministero: “Abbiamo vinto” ha detto Loreno Bittarelli dell’ Uri. E Carlo Bologna dell’ Ait, quando è uscito dal ministero é stato letteralmente trascinato via dai tassisti, che lo hanno portato in festa fino a Piazza Ss.Apostoli.

cinture di sicurezza anche in taxi

20 Luglio 2006 Commenti chiusi

DECRETO LEGISLATIVO 13 marzo 2006, n. 150

Attuazione della direttiva 2003/20/CE che modifica la direttiva 91/671/CEE relativa all’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per i bambini nei veicoli. Modifiche al codice della strada

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 13 aprile 2006

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2004;

Visto il nuovo codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ed in
particolare gli articoli 172, 126-bis e 169;

Vista la direttiva 2003/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 aprile 2003, che
modifica la direttiva 91/671/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri relative all’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
3,5 tonnellate;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24
novembre 2005;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 23 febbraio 2006;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze e
della salute;

Torna su [0] E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Modifiche all’articolo 172 del decreto legislativo n. 285 del 1992

1. L’articolo 172 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e’ sostituito dal seguente:
Art. 172 (Uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini). – 1. Il conducente
ed i passeggeri dei veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3, di cui all’articolo 47, comma 2, muniti
di cintura di sicurezza, hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia. I bambini di
statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini,
adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per
l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.

2. Il conducente del veicolo e’ tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui
al comma 1.

Torna su [0] 3. Sui veicoli delle categorie M1, N1, N2 ed N3 sprovvisti di sistemi di ritenuta:

a) i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare;

b) i bambini di età superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro
statura supera 1,50 m.

4. I bambini di statura non superiore a 1,50 m, quando viaggiano negli autoveicoli per il trasporto di
persone in servizio pubblico di piazza o negli autoveicoli adibiti al noleggio con conducente,
possono non essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non
occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad
anni sedici.

5. I bambini non possono essere trasportati utilizzando un seggiolino di sicurezza rivolto all’indietro
su un sedile passeggeri protetto da airbag frontale, a meno che l’airbag medesimo non sia stato
disattivato anche in maniera automatica adeguata.

6. Tutti gli occupanti, di età superiore a tre anni, dei veicoli in circolazione delle categorie M2 ed
M3 devono utilizzare, quando sono seduti, i sistemi di sicurezza di cui i veicoli stessi sono
provvisti. I bambini devono essere assicurati con sistemi di ritenuta per bambini, eventualmente
presenti sui veicoli delle categorie M2 ed M3, solo se di tipo omologato secondo quanto previsto al
comma 1.

Torna su [0] 7. I passeggeri dei veicoli delle categorie M2 ed M3 devono essere informati dell’obbligo di
utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo e’ in movimento, mediante cartelli
o pittogrammi, conformi al modello figurante nell’allegato alla direttiva 2003/20/CE, apposti in
modo ben visibile su ogni sedile. Inoltre, la suddetta informazione può essere fornita dal
conducente, dal bigliettaio, dalla persona designata come capogruppo o mediante sistemi
audiovisivi quale il video.

8. Sono esentati dall’obbligo di uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini:
a) gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale
nell’espletamento di un servizio di emergenza;

b) i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di
emergenza;

c) gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;

d) gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni previste dall’articolo 122, comma 2;

e) le persone che risultino, sulla base di certificazione rilasciata dalla unità sanitaria locale o dalle
competenti autorità di altro Stato membro delle Comunità europee, affette da patologie particolari o
che presentino condizioni fisiche che costituiscono controindicazione specifica all’uso dei
dispositivi di ritenuta. Tale certificazione deve indicare la durata di validità, deve recare il simbolo
previsto nell’articolo 5 della direttiva 91/671/CEE e deve essere esibita su richiesta degli organi di
polizia di cui all’articolo 12;

Torna su [0] f) le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante
che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza;

g) i passeggeri dei veicoli M2 ed M3 autorizzati al trasporto di passeggeri in piedi ed adibiti al
trasporto locale e che circolano in zona urbana;

h) gli appartenenti alle forze armate nell’espletamento di attività istituzionali nelle situazioni di
emergenza.

9. Fino all’8 maggio 2009, sono esentati dall’obbligo di cui al comma 1 i bambini di età inferiore ad
anni dieci trasportati in soprannumero sui posti posteriori delle autovetture e degli autoveicoli
adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose, di cui dell’articolo 169, comma 5, a condizione che
siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

10. Chiunque non fa uso dei dispositivi di ritenuta, cioe’ delle cinture di sicurezza e dei sistemi di
ritenuta per bambini, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
68,00 euro a 275,00 euro. Quando il mancato uso riguarda il minore, della violazione risponde il
conducente ovvero, se presente sul veicolo al momento del fatto, chi e’ tenuto alla sorveglianza del
minore stesso. Quando il conducente sia incorso, in un periodo di due anni, in una delle violazioni
di cui al presente comma per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi, ai sensi del
capo I, sezione II, del titolo VI.

11. Chiunque, pur facendo uso dei dispositivi di ritenuta, ne altera od ostacola il normale
funzionamento degli stessi e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
34,00 euro a 138,00 euro.

12. Chiunque importa o produce per la commercializzazione sul territorio nazionale e chi
commercializza dispositivi di ritenuta di tipo non omologato e’ soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 716,00 euro a 2.867,00 euro.

13. I dispositivi di ritenuta di cui al comma 12, ancorche’ installati sui veicoli, sono soggetti al
sequestro ed alla relativa confisca, ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.».

Torna su [0] Art. 2.
Modifiche alla tabella allegata all’articolo 126-bis del decreto legislativo n. 285 del 1992

1. Nella tabella allegata all’articolo 126-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le parole:
«articolo 172 commi 8 e 9» sono sostituite dalle seguenti: «articolo 172 commi 10 e 11».

Art. 3.
Modifiche all’articolo 169, comma 5 del decreto legislativo n. 285 del 1992

1. Il comma 5 dell’articolo 169 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e’ sostituito dal
seguente:
«5. Fino all’8 maggio 2009 sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di
persone e cose e’ consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due bambini di età
inferiore a dieci anni, a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non
inferiore ad anni sedici.».

Art. 4.
Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

un pensiero di un collega nuovo di piazza

6 Luglio 2006 1 commento

spero tu possa far pubblicare questa lettera, in quanto tratta un argomento che da giorni è divenuto molto importante, in Italia: Liberalizzazione delle licenze Taxi.
Ciò con la speranza di offrire una migliore comprensione (le fonti ufficiali non dicono molto a riguardo?) del perché abbiamo incrociato le braccia, precisando che abbiamo tutto il rispetto e preoccupazione per quelle persone attualmente in difficoltà che contano sul nostro servizio, molto importante, ma forse poco valorizzato negli anni.

1) Da sempre i conducenti di auto pubbliche, acquistano la licenza con il consenso tacito da parte di Enti Pubblici e di Guardia di Finanza (altrimenti avrebbero potuto avere tutti i mezzi per vietarlo!), venendo a determinarne una regola consolidata nel tempo?

Se dovessimo dall?oggi al domani ritrovare tale licenza svalutata dal decreto Bersani o, peggio ancora, non avessimo più la possibilità di rivenderla, ciò comporterebbe un tracollo finanziario per il singolo taxista, che vedrebbe annullato il suo investimento iniziale, nonché la sua liquidazione e pensione integrativa (infatti dopo 40 anni di contributi un lavoratore autonomo prenderebbe circa ? 700/800, che al giorno d?oggi fa ridere, anzi fa piangere!)

2) Da sempre i taxista sono sottoposti a:
? rischi continui di incidenti (che infatti comportano un notevole aumento assicurativo!); rischi di rapine, imbrattamento auto, ecc. (meglio non specificare altro!); rischi che per il turno di notte vengono a moltiplicarsi notevolmente;
? turni di 12 ore per 6 gg la settimana (e 2 week end di riposo e 5 week end di lavoro!);
? viabilità piuttosto ?movimentata? e difficoltosa fra traffico estenuante, mancanze di corsie preferenziali, buche stradali, ecc.;
? respirazione ?garantita? di ossido di carbonio;
- intemperie metereologiche (pioggia, freddo rigido, caldo afoso, ecc.);
? rimborso benzina o gasolio fermo ad anni fa (mentre la spesa per il carburante è maggiorata di 3 volte negli ultimi 2 anni!!!);

Inoltre le tariffe del tassametro sono stabilite dal Comune, Provincia, ecc. e non dai taxista come hanno ?ventilato? al TG?!!!

Il taxista gode di alcuni vantaggi, quali:
- la libertà di orario di lavoro (scelto dal singolo, ma ovviamente se lavoro 4 ore guadagno per 4 ore, se lavoro 12 ore guadagno per 12 ore!!!);
- la completa autonomia di gestione del lavoro (pulizia auto, scelta dei posteggi, ecc.)
- regime fiscale abbastanza favorevole, che permette nell?ambito di una gestione equilibrata ed oculata di poter acquistare una nuova auto dopo almeno 5 anni (altrimenti fonde!).

Per quanto mi riguarda, sono d?accordissimo nel rivedere il regime fiscale ed acquistare e rivendere ?sotto la luce del sole? la licenza, pagandone le tasse, ma ripeto non possono i taxisti permettersi di perdere la possibilità di rivenderla: c?è chi ha venduto la casa, chi ha fatto enormi debiti, chi ha impegnato tutto il capitale che possedeva, per acquistarla!!!

In conclusione se la tendenza dell?On. Bersani è quella di recuperare degli introiti, va bene (tanto poi si renderà conto che incasserà ben poco dai circa 65.000 lavoratori del settore (che attualmente forfettizzano le spese in virtù di quel beneficio fiscale!!!)
Mentre altro fatto è se si vuole costringere a ?svendere? le licenze agli Enti, che possano in seguito ?accontentare? multimiliardari che (come in America) acquistano 500, 1000 licenze per impiegare operatori offrendo loro uno stipendio da fame?!!! Ma poi perché mai ci ostiniamo a voler copiare tutto dall?America, quando è l?Europa e l?Italia, che hanno ben migliori qualità: una maggiore coscienza civile; un migliore stato sociale; una storia, tradizioni ed una cultura millenaria?

Gaetano Di Domenico
(semplice taxista di Torino, che lavorando con le attuali condizioni? mai si arricchirà!!!)

collaborazioni e interventi di colleghi

5 Luglio 2006 Commenti chiusi


All’utenza taxi

Ci scusiamo per il disagio arrecato all’utenza negli ultimi giorni. Siamo spiacenti ma stavamo cercando di far valere i nostri diritti di lavoratori.
Il governo in carica in questo momento sta cercando di modificare regole che fino a ieri erano in vigore.
Sbandiera una liberalizzazione delle licenze taxi che in realtà non esiste. Quelli che beneficeranno delle nuove concessioni saranno solo ed esclusivamente coloro che già ne possiedono una. Tutto questo porterà alla possibilità di accumulo di tali concessioni?cosa che fino a prima del decreto Bersani non era legale.
Questa riforma non potrà creare benefici all’intero settore, sia da parte nostra che dal punto di vista dell’utenza.Il governo sta seguendo il modello Americano che permette a grosse aziende di gestire una grande quantità di taxi in circolazione. Alla guida di queste autovetture si potranno trovare persone pagate al minimo sindacale, persone che lo fanno perché non trovano di meglio e in America capita di trovare anche persone che ancora non conoscono la lingua. Tutto questo andrà a discapito di un servizio svolto finora da autisti con qualità di guida, esperienza, professionalità e rettitudine.
Per quanto riguarda i costi delle tariffe taxi dubitiamo fortemente che questa riforma possa favorire la diminuzione delle tariffe, che sono comunali e vigenti in tutte le macchine del comprensorio di TORINO, visto il carovita nei costi di esercizio: mantenimento,manutenzioni auto, carburante, assicurazioni, tasse..
Ancora una volta gli utili di questa professione andranno a finire nelle tasche dei grandi imprenditori a discapito dei lavoratori-autisti.
Questo decreto prevede la possibilità di concedere nuove licenze taxi da parte di qualsiasi Comune voglia farlo, senza una restrizione di parametri legati al numero di abitanti e alla quantità di lavoro effettivo presente sul territorio. A loro non interessa quanto lavoro ci sia! Stanno vendendo ai grossi imprenditori l’intero servizio.
In data 19 giugno 2006, il Comune di NEWYORK ha battuto all’asta l’assegnazione di 54 nuove licenze taxi alla cifra record di 477666,50 dollari americani! Una bella cifra intascata dal comune stesso. Potrebbero fare molto comodo alla classe politica cifre così?e il lavoratore sta a guardare?giudicate voi!
TO 69

reagan emiliano

5 Luglio 2006 Commenti chiusi

Reagan d’Emilia

Una decina di anni fa, in televisione, vidi un sorridente Gianni Agnelli proclamare quella che sarebbe diventata una frase famosa: “certe riforme di destra può farle meglio la sinistra”.
L’espressione ha un senso immediato e ovvio. Se Berlusconi avesse deciso di licenziare diecimila insegnanti iscritti alla CGIL, avrebbe suscitato un movimento di protesta di milioni di persone. Se per avventura Prodi dovesse fare la stessa cosa, gli basterebbe probabilmente minacciare gli stessi insegnanti con l’imminente “ritorno di Berlusconi” per ottenerne le dimissioni volontarie.

Ma in questi giorni, cogliamo un aspetto diverso della sentenza di Agnelli.

Come saprete, il centrosinistra, guidato dal ministro Bersani, sta conducendo un’aggressiva riforma contro un certo corporativismo tipicamente italiano. Ovviamente, Prodi non tocca i grandi ordini dei notai o degli avvocati, né gli interessi delle assicurazioni o delle banche. Colpisce invece alcune categorie che sono costituite per definizione da piccoli individui: i tassisti e i farmacisti.

Le “riforme di sinistra” avevano, una volta, la caratteristica di costringere il capitale a venire a patti con gli esseri umani, contro la stessa logica dell’economia. Concedendo ad esempio le otto ore lavorative, o la parità di diritti tra uomini e donne.

Questa riforma va nel senso esattamente opposto, sostituendo l’individuo con il capitale. Domani, grazie all’onorevole Bersani, io, traduttore di manuali tecnici, avrò il diritto di comparami un taxi. Con la stessa libertà, però, una finanziaria potrà acquistarne diecimila, farli guidare da cooperative di senegalesi precari, e mandare in rovina non solo me, ma anche i tassisti storici, oltretutto indebitati a vita per l’acquisto di licenze ormai inutili.

Non sto cercando di dire che questa particolare riforma sia sbagliata. Né intendo difendere l’esistenza di quei particolari privilegi (spesso ereditari) di cui godono figure sociali come i tassisti e i farmacisti.

Quello che è interessante è che il loro status privilegiato è legato a condizioni che hanno qualcosa di poco capitalistico.

E’ difficile diventare farmacista o tassista, ma una volta che lo si è diventati, si gode di una forma particolare di protezione; non è permessa l’accumulazione di mezzi di produzione – nessuno può possedere una catena di farmacia o una flotta di taxi; e si è obbligati a fornire una serie di servizi in maniera anche antieconomica: nel caso specifico dei farmacisti, ad esempio, la competenza, una diffusione regolata sul territorio, la detenzione obbligatoria di almeno il 90% delle specialità in commercio.

Margaret Thatcher e Reagan si sono fatti un nome, combattendo contro i privilegi corporativi o sindacali, in nome del libero flusso del capitale.

Questa, da allora, è l’idea forte della destra: mobilitare i non garantiti contro i garantiti, i pony express contro i minatori sindacalizzati, i viaggiatori contro i controllori di volo, i consumatori contro i negozianti, e trasformare così l’egalitarismo di massa in una forza a sostegno della delocalizzazione o dei centri commerciali.

Ma in Italia, la destra non può osare nulla del genere. Perché la sua forza elettorale sta nella “gente che lavora”, cioè proprio nei tassisti, nei farmacisti, nei piccolissimi imprenditori, nei corporativi insomma, che nessun candidato si giocherà mai per realizzare grandi riforme.

Il centrosinistra, invece, non ha questo problema. Il suo elettorato è sostanzialmente diverso. La parte intellettuale ha un istintivo disprezzo per i bottegai. La parte popolare ritiene di avere tutto da guadagnare da un mondo con più centri commerciali e meno negozietti di quartiere.

Ecco che solo la sinistra può permettersi di introdurre il reaganismo militante in Italia.

In fondo, è quello che succede già nella Roma veltroniana, che ha affidato la sicurezza della metropolitana a una ditta israeliana, e che ha fatto aprire decine di giganteschi centri commerciali.

E forse riusciamo a capire meglio la spaccatura radicale della Confindustria, tra la base greve e rumorosa dei piccoli che sostengono con urlante fervore Berlusconi, e il lucido vertice, che ha dato il proprio appoggio al centrosinistra.

Purtroppo, la destra è troppo analfabeta per scrivere la storia di questi processi; e la sinistra troppo complice per farlo.

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/1151984195#8577096
04.06.2006

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protesta dei taxisti

4 Luglio 2006 Commenti chiusi

Oggetto: ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO DECRETO BERSANI

Carissimi colleghi,

il giorno più importante è arrivato. Domani, Mercoledì 5 Luglio, dobbiamo portare a Roma tutti i taxi e i tassisti d’Italia. E’ importante che ognuno di voi si mobiliti per sensibilizzare in ogni modo i colleghi della propria città e della propria zona per portare tutti (ma proprio tutti) i taxi d’Italia a Roma al Circo Massimo.

Il nostro intento è di dimostrare quanto sia compatta la categoria contro questo decreto e la presenza di migliaia di tassisti italiani darà una spallata decisa a questo ingiusto decreto.

Per questo, domani, dobbiamo esserci tutti ! Da Aosta a Bari, dalle grandi città e dai piccoli centri ogni taxi deve confluire a Roma per dare un segnale inequivocabile di come i tassisti non rimarranno zitti a guardare.

Abbiamo constatato che ci sono stati tentativi di boicottaggio dell’Assemblea Nazionale attraverso intimidazioni di precettazioni e sorte di accordi locali che hanno il solo scopo di frenare questa imponente marcia su Roma e di distogliere l’attenzione dall’appuntamento determinante di domani con la giustificazione dello sciopero dell’11: se ascolterete queste voci e domani non saremo tutti a Roma, lo sciopero, come ben capirete, perderà molto della sua forza.

L’Assemblea di domani alle ore 11:00 al Circo Massimo è assolutamente legale ed autorizzata dalla Questura. A conferma di questo troverete ai caselli autostradali di ROMA NORD e ROMA SUD sia i nostri incaricati che le pattuglie della polizia per scortarvi fino alla sede dell’Assemblea Nazionale.

Per qualsiasi contatto potete chiamare il nr. 333 2244699 dove un nostro incaricato vi fornirà tutte le informazioni necessarie. Per avere informazioni una volta arrivati a Roma potete contattare il Responsabile dell’accoglienza Sig. Pietro Marinelli al nr. 333 4151201

Vi aspetto in massa. Più saremo e maggiore sarà la nostra forza.

Loreno Bittarelli
Presidente U.R.I.
Unione Radiotaxi d’Italia

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protesta dei taxisti

4 Luglio 2006 Commenti chiusi

Oggetto: ASSEMBLEA NAZIONALE CONTRO DECRETO BERSANI

Carissimi colleghi,

il giorno più importante è arrivato. Domani, Mercoledì 5 Luglio, dobbiamo portare a Roma tutti i taxi e i tassisti d’Italia. E’ importante che ognuno di voi si mobiliti per sensibilizzare in ogni modo i colleghi della propria città e della propria zona per portare tutti (ma proprio tutti) i taxi d’Italia a Roma al Circo Massimo.

Il nostro intento è di dimostrare quanto sia compatta la categoria contro questo decreto e la presenza di migliaia di tassisti italiani darà una spallata decisa a questo ingiusto decreto.

Per questo, domani, dobbiamo esserci tutti ! Da Aosta a Bari, dalle grandi città e dai piccoli centri ogni taxi deve confluire a Roma per dare un segnale inequivocabile di come i tassisti non rimarranno zitti a guardare.

Abbiamo constatato che ci sono stati tentativi di boicottaggio dell’Assemblea Nazionale attraverso intimidazioni di precettazioni e sorte di accordi locali che hanno il solo scopo di frenare questa imponente marcia su Roma e di distogliere l’attenzione dall’appuntamento determinante di domani con la giustificazione dello sciopero dell’11: se ascolterete queste voci e domani non saremo tutti a Roma, lo sciopero, come ben capirete, perderà molto della sua forza.

L’Assemblea di domani alle ore 11:00 al Circo Massimo è assolutamente legale ed autorizzata dalla Questura. A conferma di questo troverete ai caselli autostradali di ROMA NORD e ROMA SUD sia i nostri incaricati che le pattuglie della polizia per scortarvi fino alla sede dell’Assemblea Nazionale.

Per qualsiasi contatto potete chiamare il nr. 333 2244699 dove un nostro incaricato vi fornirà tutte le informazioni necessarie. Per avere informazioni una volta arrivati a Roma potete contattare il Responsabile dell’accoglienza Sig. Pietro Marinelli al nr. 333 4151201

Vi aspetto in massa. Più saremo e maggiore sarà la nostra forza.

Loreno Bittarelli
Presidente U.R.I.
Unione Radiotaxi d’Italia

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